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Divelte le pietre d’inciampo in memoria dei morti nei lager nazisti

Scomparse. Le pietre d’inciampo sistemate appena pochi giorni fa in via Santa Maria in Monticelli e dedicate alle sorelle Spizzichino. Per chi non lo sapesse sono degli speciali sampietrini in ottone opera dall’artista tedesco Gunter Demnig e che riportano ognuna il nome, la data di nascita e di morte delle vittime dell’Olocausto, collocati di fronte alla case dove queste persone sono vissute. Spariti quelli dedicati a Graziella, Letizia ed Elvira Spizzichino morte nei lager nazisti, sostituiti da selci normali. La denuncia viene dalla curatrice del progetto “Pietre d’inciampo a Roma”, Adachiara Zevi. Il fatto a pochi giorni dalla giornata della Memoria. Il ministro Riccardi esprime preoccupazione: «L’oltraggioso smantellamento delle Pietre d’Inciampo al Ghetto di Roma è solo l’ultimo di una serie di gesti a carattere intollerante, antisemita e razzista di cui non possiamo non registrare, con grande preoccupazione, una vera e propria escalation» ha detto il ministro per la cooperazione e l’integrazione. La comunità ebraica, per voce del presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) Renzo Gattegna, ha invce dichiarato: «Si tratta, come è evidente, dell’ennesimo vergognoso tentativo di cancellare il ricordo delle afflizioni subite da coloro che furono perseguitati negli anni del nazifascismo. Questa notizia è fonte di intensa sofferenza e preoccupazione per tutti gli ebrei italiani e per tutti quei cittadini educati al rispetto della memoria e delle identità». Unanime la condanna del mondo politico. «Un gesto vergognoso. Simili comportamenti vanno condannati con assoluta fermezza» è il commento del sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Ancora una volta siamo testimoni di un gesto odioso che condanniamo fermamente» ha commentato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «Mi domando cosa stia succedendo nella nostra città dove ogni giorno registriamo atti violenti e incivili» le parole del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
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