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Le divisioni nella Lega

Non si spengono i contrasti all’interno del Carroccio. È notizia di questi giorni la riammissione da parte di Umberto Bossi di alcuni esponenti che erano stati espulsi nei mesi scorsi per via di alcune posizioni critiche nei confronti di Roberto Maroni. La decisione del Senatur è stata contestata per alcuni elementi di tipo procedurale da Roberto Calderoli, responsabile organizzativo federale, dando l’impressione di non aver condiviso soprattutto lo spirito dell’iniziativa. Critiche sono venute anche da altri esponenti leghisti. 

Si tratta dell’ultimo episodio di una querelle che dura ormai da molti mesi. Uno dei momenti di maggiore visibilità dello conflitto in corso è stata un’intervista rilasciata da Bossi al “Fatto quotidiano”, nella quale il fondatore della Lega ha criticato duramente Maroni. Aveva affermato che il presidente della Regione Lombardia stava trasformando gli ideali politici in burocrazia, che il suo progetto di Macroregione era sostanzialmente irrealizzabile e soprattutto che l’uomo che aveva preso il suo posto quale segretario non era riconosciuto come leader del movimento. Nell’occasione aveva anche criticato l’allontanamento dal partito di uomini impegnati da anni al servizio della causa leghista, a conferma che la decisone di questi giorni rientra in una più ampia strategia di Bossi nei confronti dei nuovi vertici. 

Le espulsioni non sono un fatto nuovo nella storia del movimento autonomista italiano. Gli studi che ne hanno riscostruito la storia – il classico La Lega. Geografia, storia e sociologia di un nuovo soggetto politico di Ilvo Diamanti o il più recente Dalla Liga alla Lega. Storia, movimenti, protagonisti di Francesco Jori – hanno posto in rilievo la presenza costante di forti divisioni interne, quasi un elemento di lungo periodo nell’ambito delle leghe. 

La nascita della Lega Nord nel 1989 quale soggetto unitario delle maggiori realtà autonomiste e il carisma a lungo indiscusso del suo fondatore avevano permesso di superare questa tendenza alla frammentazione, che rappresentava uno degli elementi di maggiore debolezza di queste realtà. Gli avvenimenti degli ultimi mesi segnalano però il radicarsi di una tendenza opposta. I disaccordi fra Bossi e l’attuale gruppo dirigente troveranno una  composizione o la cosiddetta Lega 2.0 si caratterizzerà di nuovo per le sue divisioni? 

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