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Anche sull'immigrazione il sonno della ragione genera mostri

La redazione di Notizie Italia News esprime una ferma condanna per le intimidazioni e gli insulti rivolti al prof. Angelo Panebianco a causa di un suo articolo sul Corriere che pure abbiamo avuto modo di contestare su questo blog, ma in maniera pacifica e democratica. Ogni altro mezzo di esprimere il proprio dissenso non ci appartiene. La nostra solidarietà va sempre a chi è oggetto di gesti di violenza, verbale o fisica Continua a leggere

Succede. E non così infrequentemente. Ed è un peccato. 
E’ un peccato per un giornale tra i più autorevoli e letti d’Italia. E’ un peccato che alcuni dei suoi editoriali somiglino più alla voce dell’uomo della strada che a quella di un esperto in materia, di una figura capace di indirizzare verso un pensiero libero, profondo, responsabile.
Penso all’editoriale di Angelo Panebianco, oggi sul Corriere della Sera. Tema, l’immigrazione.
Certo, se si parla di immigrazione si è pronti a tutto. Ne abbiamo sentite sugli autobus, in classe, in televisione. Per i più diversi motivi, razzismo, ignoranza, convenienza elettorale. 
Ma no. Per il prof. Panebianco  occorre lasciarsi alle spalle ambiguità e ipocrisie. Occorre dire qualcosa non ispirato a ragioni di ordine umanitario, ovvero a una pericolosissima “etica della responsabilità”, bensì alla pura e cruda convenienza. 
L’accoglienza non può essere il criterio ispiratore di una politica statale. La convenienza evidentemente sì. E qui un lungo discorso sulla necessità di selezionare gli stranieri, di muoversi entro certe soglie, etc.. 
Il punto è però: è possibile per uno stato che voglia dirsi civile sganciarsi dall’etica della responsabilità ed approdare sull’arida terra della convenienza purchessia? E’ possibile dimenticare che i diritti umani sono tali proprio se inalienabili, in barba ad ogni convenienza, che sia di pochi o di molti?
E’ pericoloso allontanarsi dalla riva delle ragioni umanitarie. E’ pericoloso scegliere la deriva della propria convenienza. Ricordiamoci che il sonno della ragione genera mostri.
Cosa direbbe un editorialista del Corriere della Sera se all’abolizione della tortura si opponesse la necessità di ottenere un’informazione preziosa? Se alla fine della schiavitù si opponesse la convenienza dei proprietari dei latifondi di cotone? Grazie a Dio le nostre società non guardano solo all’utile ed alla convenienza, ma anche a ciò che è giusto, a ciò che è inviolabile, a ciò che umano. Ricordiamoci che in altre società si facevano calcoli diversi, si ponevano agli studenti domande del tipo: “Quanto risparmierebbe lo stato se non dovesse più mantenere tot handicappati mentali?”. E’ forse lo stato hitleriano il modello di chi perde per strada l’etica per il più bieco utilitarismo?
Si tratta forse di tornare su quanto si scrive, di ritrovare quella ragione e quelle ragioni, umanitarie o non, che fanno quadrare le cose, che ci ancorano alla realtà, che impediscono di andare verso derive di cui non sentiamo alcun bisogno.

Francesco De Palma

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