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Per non dimenticare - 99° anniversario del Genocidio Armeno

Cento anni esatti sono passati dall'inizio di un conflitto, noto come La Grande Guerra, che avrebbe definitivamente segnato ed influenzato la storia del Novecento. Il grande storico tedesco Fritz Fischer sostenne che la Prima Guerra Mondiale fu il male da cui scaturirono tutti gli altri drammi del secolo. La Grande Guerra cambiò definitivamente il concetto di guerra tradizionale, portando al concetto di conflitto di massa, dove ad essere coinvolti non erano più solo gli eserciti di professionisti, ma la popolazione nella sua interezza. Per la prima volta furono bombardate città popolose; la guerra causò almeno 14 milioni di morti, 5 milioni di sfollati e altri 14 milioni di invalidi e mutilati. Una guerra che lasciato una grande eredità, non solo perché ha piantato i semi dei più grandi nazionalismi della storia, ma anche perché ha generato grandi frutti di morte.

Infatti il suo primo tragico frutto non tardò ad arrivare, a solo un anno dal quel terribile giorno, ed esattamente il 24 aprile 1915, fu consumato il primo vero stermino di massa del ‘900: il Metz Yeghern - Il Grande Male. In questa data più di un milione e mezzo di armeni, che vivevano in quello che era stato l’Impero Ottomano, furono sistematicamente deportati ed uccisi.

Un avvenimento che segnò profondamente il secolo che si apriva e che tutt'ora fatica ad avere il suo giusto riconoscimento da parte degli stati europei e medio orientali.

Oggi, a 99 anni da quella tragica data, in tutti i paesi dove è presente una comunità armena (che sia ortodossa, cattolica o protestate), si è commemorato questo tragico anniversario. Così anche a Roma dove, in una bellissima liturgia di rito armeno svoltasi al Pontificio Collegio Armeno, il Rettore Mons. Georges Dankaye, partendo da una riflessione sul brano biblico “Cerco i miei fratelli” [Gen. 37, 16], ha dichiarato che solo attraverso la “Verità” ci sarà la libertà e la riunificazione di tutti i fratelli armeni, aggiungendo che solo con la “verità” ci si potrà riunificare anche con il popolo turco.

Memoriale al pontificio Collegio Armeno
Un messaggio di speranza, quello proposto da Mons. Dankaye, che aspettando il centesimo anniversario dello stermino auspica una riappacificazione con i loro “fratelli”.

Un messaggio condiviso anche dalla curia romana che, attraverso il Prefetto della Congregazione per le chiese orientali Mons. Card. Leonardo Sandri, ribadendo la sua vicinanza al popolo armeno, ha anche dichiarato che questa è sicuramente la via giusta per la verità e la riunificazione.

Una commemorazione carica di speranza quella che oggi si è svolta a Roma all'ombra della canonizzazione di due Papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, che hanno fatto della ricerca della pace e della riunificazione il loro ministero principale.

Diego Romeo
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