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“Tutti a scuola”, per davvero

La scuola in cui insegno ha avuto l’onore di poter inviare alcuni alunni alla cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico che si è svolta il 22 settembre scorso al Quirinale. 
Una bella festa, 3000 studenti, il Ministro Giannini, il Presidente Napolitano, nell’ambito di un’animazione che dava spazio a tanti progetti di eccellenza, ai temi della cittadinanza europea, dell’intercultura e dell’integrazione, dell’educazione alla legalità, della partecipazione di studenti e famiglie alla vita della scuola. 
E’ da tanto che la scuola non era così centrale nel dibattito politico e sociale. E’ un momento felice che speriamo tutti non venga sprecato. L’auspicio è che sia possibile dare corpo alle speranze ed alla voglia di impegno di tanti insegnanti, che sia possibile soddisfare la sete più o meno espressa di cultura e di futuro che alberga nel cuore di tanti giovani.
Che quest’anno scolastico, però, non si appiattisca solo sulle aspettative o sulle rivendicazioni di carattere logistico ed economico. Insegnare o imparare sono un'applicazione, una passione, studium in latino. 
E’ bello che questa passione coinvolga quasi 750.000 alunni di origine straniera, speriamo futuri italiani, negli istituti di ogni ordine e grado del Paese. Che essa stringa in un abbraccio d’inclusione 210.000 alunni con disabilità. Possa tale passione raggiungere anche i tanti, troppi, giovani (il 32% di coloro che dopo la III media si sono iscritti alle superiori non arriva al diploma, con punte alte in Sicilia e in Sardegna, ma anche in regioni del Nord come la Lombardia) che finiscono per perdersi per strada, per rinunciare a quella “canoscenza” che, insegnava Dante, distingue gli uomini dai bruti.

Francesco De Palma

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