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Papa Francesco: "l'amore di Dio non discrimina nessuno"

Città del Vaticano - “La bontà di Dio non ha confini e non discrimina nessuno: per questo il banchetto dei doni del Signore è universale, per tutti. A tutti è data la possibilità di rispondere al suo invito, alla sua chiamata. E nessuno ha il diritto di sentirsi privilegiato o di rivendicare un’esclusiva” (cit.).
Un discorso importante quello pronunciato,  domenica durante l’Angelus, da Papa Francesco alla fine dei lavori sinodali sulla famiglia. Un discorso vero che non si ferma solo alle cosiddette “situazioni difficili”, oggetto di gran parte delle discussioni dei padri sinodali, ma che abbraccia tutti i membri della chiesa: “Tutti siamo chiamati a non ridurre il Regno di Dio nei confini della «chiesetta» – la nostra «chiesetta piccoletta»! – ma a dilatare la Chiesa alle dimensioni del Regno” (cit.).

Un discorso che aprirà sicuramente una nuova stagione per la Chiesa, a cui tutti sono chiamati a prendere parte in prima persona. Per questo si attende con trepidazione la relazione finale che verrà consegnata a Papa Francesco sabato, dopo le ultime discussioni che verranno fatte dai 191 padri sinodali nei “circoli minori”. Proprio per l’importanza di questa relazione, che potrebbe cambiare molto l’orientamento della Chiesa moderna, Papa Francesco ha deciso di affiancare ai tre padri già incaricati – il relatore Peter Erdo, il segretario generale Lorenzo Baldisseri e il segretario speciale Bruno Forte – altri cinque padri sinodali: il Padre Generale dei gesuiti Adolfo Nicolás, i cardinali Gianfranco Ravasi (anche alla guida della commissione che scriverà il messaggio finale) e Donald W. Wuerl (Washington), e i vescovi Victor Manuel Fernandez (rettore della pontificia università cattolica argentina), Carlos Aguiar Retes (Messico) e Peter Kang U-Il (Corea).

Diego Romeo
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