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Un anno fa la tragedia dei profughi a largo di Lampedusa

Il 3 ottobre 2013 un natante in pessime condizioni, carico di profughi eritrei, si inabissava al largo delle coste di Lampedusa. Una tragedia che costò la vita a 368 persone, fra cui anche donne e bambini. Una tragedia umana che purtroppo non è stata un fatto isolato, anche se questa è stata sicuramente fra le più grandi (a tal proposito si veda “La strage silenziosa del mediterraneo” – Notizie Italia News 15 settembre 2014). 

Per fortuna questa grande tragedia non è stata dimenticata e lo scorso 3 ottobre vi è stata una grande commemorazione proprio sull'isola di Lampedusa. Una commemorazione certamente carica di dolore ma anche di speranza. In questo senso è stata molto significativa la partecipazione di alte cariche statali ed europee con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, la presidente della Camera Laura Boldrini, la ministra degli Esteri Federica Mogherini, il viceministro degli Interni Filippo Bubbico, l'ex ministra Cécile Kyenge, il senatore Luigi Manconi (PD) e il deputato dem Khalid Chaouki, tutti concordi nel dire che c’è bisogno trovare una soluzione “Europea” a queste stragi che quasi ogni giorno si consumano al largo dei nostri mari. 

C’è bisogno di un intervento concreto da parte di tutta l’Europa, un intervento che miri a proteggere le persone e non solo i propri confini. Un intervento però che deve essere unitario e che non deve essere lasciato solo sulle spalle dell’Italia e della piccola isola di Lampedusa. 

In questa direzione vanno le dichiarazioni del Presidente europeo Schulz che ha detto: "Serve una partecipazione di tutti gli Stati europei nella ripartizione dei rifugiati". Inoltre, sempre il presidente europeo ha ricordando che l’Unione ha di recente ha stanziato 9 milioni di euro per far fronte alle prime emergenze. 

Alle dichiarazioni di Schulz si aggiunge la presa di posizione del ministro degli Esteri Federica Mogherini, che il prossimo 27 novembre riunirà tutti i ministri degli estri europei a Roma per discutere anche di questo problema, e che ha dichiarato come l'Italia vuole convincere l'Europa ad "aprire canali legali di immigrazione", in particolare dalla Libia. 

Tutte dichiarazioni che non solo fanno ben sperare per il futuro, sia dei lampedusani che degli immigrati, ma che evidenziano come finalmente anche le più alte istituzioni europee si siano prese in carico sia le vittime di questi anni che le migliaia di profughi che ogni anno approdano in Europa alla ricerca di un futuro migliore.

Diego Romeo

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