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Meglio TRITON o MARENOSTRUM? - Ovviamente Marenostrum!


“Non possiamo permettere che il Mediterraneo diventi un grande cimitero” Questo importante passaggio del discorso di papa Francesco il 25 novembre 2014 a Strasburgo mi spinge a tornare a riflettere sui tanti migranti morti nel Mediterraneo e su cosa ha rappresentato l'operazione Mare Nostrum. Riapro il sito della Marina Militare e leggo il comunicato stampa n. 210 del 20/11/2014 del Ministero della Difesa, che riporta la notizia di un salvataggio di alcuni migranti imbarcati su una nave mercantile, notizia ripresa anche da un giornale inglese, The Guardian, molto attento alle problematiche dell’emigrazione nel Mediterraneo. Il quotidiano inglese sembra più attento ai particolari: infatti sostiene che il mercantile salvato dalla nave militare italiana il pattugliatore Vega, è intervenuto a 60 miglia a nord di Tripoli (vedi in figura), quindi ben oltre le 30 miglia nautiche previste come confine dall’operazione Triton. La Marina Militare riporta che sono state salvate 600 persone. Analizzando i twitter della Marina Militare, @ItalianNavy, si nota come fino al 31 ottobre compare l’ashtag #marenostrum e poi, dal 1 al 25 novembre, compare per ben 22 volte nel caso di salvataggio di migranti in mare l’ashtag #SAR, cioè Search and Rescue, salva e recupera. Viene citata dalla Marina Militare la collaborazione con la Guardia Costiera, @guardiacostiera, ma il relativo account twitter non ne dà notizia.

In realtà, cercando su vari siti non italiani si ci può imbattere nella dichiarazione del 24 novembre 2014 di Gil Arias-Fernández, Direttore Esecutivo dell’Agenzia Europea per il controllo dei confini Frontex, che chiarisce: “In primo luogo , Mare Nostrum è una operazione di ricerca e soccorso militare guidata dalla Marina italiana . Non è un’operazione di controllo delle frontiere. Arriva ad estendersi fino ai bordi delle acque territoriali della Libia. Triton non è una operazione di ricerca e soccorso , ma una operazione di controllo delle frontiere. Ma naturalmente salvare la vita dei migranti è una priorità , se sono in pericolo . Delle 3.000 persone che sono arrivate in Italia nel corso delle ultime due settimane , circa l'85 % sono state salvate utilizzando le risorse coordinate da Frontex . Questi migranti provengono principalmente dalla Siria e dall’Eritrea. Alcuni vengono anche dalla Somalia e dall’Afghanistan . Un'altra differenza è che Triton opera vicino ai confini della UE, mentre Mare Nostrum si spinge fino alle coste africane. ” [1].

Fernandez parla di 3.000 migranti e non di 1.500 come il comunicato n. 208 della Marina, o di 600 migranti di cui parla l’articolo del The Guardian. Numeri a vanvera? I numeri li dà anche l’IOM, l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione, che il 28 novembre stima in 5.100 il numero dei migranti arrivati negli ultimi dieci giorni di novembre. Mentre si cerca di pubblicizzare una sorta di numero verde per i migranti, il + 334 86 51 71 61, da chiamare in mare quando si è in difficoltà per cercare di avvisare eventuali navi civili e/o militari nelle vicinanze, il numero delle persone salvate nel Mediterraneo aumenta dato che anche navi civili intervengono nei salvataggi [2]. Infatti anche la rivista Redattore sociale, riprendendo quanto sostenuto dallo IOM nell’articolo sopra citato, parla di 5.100 profughi soccorsi. Fatto sta, al di là dei numeri purtroppo sempre imprecisi, la stessa Agenzia Frontex ammette che a causa delle guerre i profughi aumenteranno. Il quotidiano Avvenire, forse l’unico quotidiano italiano che parla dell’argomento con un po’ di serietà, nota che se “è vero che Mare Nostrum non ha del tutto abbandonato il campo, provocando non poche tensioni con Frontex, nella sola area di pattugliamento ridotto dei mezzi di Triton sono state trasbordati 2.700 migranti, quasi un terzo del totale. Una cifra che solo in apparenza darebbe ragione ai detrattori di Mare Nostrum. Perché Triton, con soli sei mezzi navali che si alternano su turni garantendo la presenza in mare di un paio di natanti per volta, ha fatto in proporzione molto di più di quanto non avvenga con le 22 navi messe a disposizione dall’Italia”. Dall’1 novembre sono giunte 16 richieste di soccorso a cui hanno risposto le unità di Frontex, richieste giunte da circa 50 miglia dalla Libia, ben oltre le 30 miglia dalle coste italiane (o europee) che rappresentano il confine di Triton.
Resta il fatto che con Triton l’area pattugliata è sicuramente minore e per dare un’idea della differenza si mette di seguito una foto tratta da una bella inchiesta di Repubblica del 18 novembre 2014.

Di chi è la responsabilità dell’operazione Triton? Il Comunicato stampa n. 208 del 17/11/2014 della Marina Militare, dopo aver ricordato che sono state salvate più di 1500 persone nel mese di quasi concluso di novembre, termina con una frase “Continuano quindi le operazioni navali di sorveglianza e sicurezza marittima della Marina nello Stretto di Sicilia”. La conduzione delle operazioni spetta ancora alla Marina Militare? Il 22 novembre 2014 il giornale Il Tempo ha pubblicato un articolo tutto centrato sullo scontro di competenze tra la Marina Militare (corpo militare che ha salvato migliaia di vite in mare con Mare Nostrum) e la Guardia di Finanza (corpo di polizia che affiancandosi al Viminale dovrebbe gestire l’operazione Triton, appunto operazione di polizia di frontiera). Al di là delle competenze sul comando dell’operazione sembra che i vertici “militari” della Difesa/Marina non siano soddisfatti della situazione. Vuoi per una visibilità/pubblicità alla Marina mai vista prima, vuoi per aver salvato vite umane e quindi il grande senso di soddisfazione da parte dei comandanti, marinai, ecc., fatto sta che forse qualcosa di vero c’è.

Altra domanda: se è vero che nel mese di novembre sono state salvate 1.500 persone (in realtà dovrebbero essere più di 5.000 [3]), mese in cui il mare nel Canale di Sicilia non è propriamente calmo, la fine di Mare Nostrum ha scoraggiato le traversate? Molti lo hanno sostenuto. Fermare Mare Nostrum equivaleva a fermare i migranti. Il Giornale, Il Sole 24 Ore, beppegrillo.it, sono solo alcuni che hanno sempre chiesto di fermare l’operazione di Mare Nostrum per i costi e per non “attirare” i migranti che affrontano il Mediterraneo “sapendo che poi sarebbero stati salvati”. La stessa Agenzia Frontex ammette che non è così.

È di questi giorni la notizia che nel Mediterraneo sono morti 18 migranti nel Canale di Sicilia, tra cui una bambina di 7 anni, e altri 23 migranti sono dispersi a 43 Km a sud-est di Almeria, un comune spagnolo. Quarantuno morti in un giorno e 59 in meno di un mese. Sono morti per freddo e ipotermia, dopo giorni che navigavano, si fa per dire, in mare aperto, anche se il Ministro Pinotti affermava il 31 ottobre che sarebbero stati salvati le persone che avrebbero chiesto aiuto. Giustamente il periodico Internazionale.it si chiede se, come si sta scoprendo per Roma con la Mafia romana e la gestione dei rom e degli immigrati, non sia un affare: “Avere un’emergenza, parlare di emergenza, alimentare l’emergenza è utile a molti e la recente inchiesta aperta a Roma mostra in modo lampante come il business dell’accoglienza sia diventato strumento di spartizione di potere”.
Non vogliamo vedere più bare nei porti europei, non vogliamo più che il Mediterraneo sia un “grande cimitero”, come ha detto il Papa recentemente Strasburgo. Che si ritorni almeno all’operazione Mare Nostrum. L’Europa può e deve essere accogliente. Quando si parla di morti non c’è discorso economico o di rimpallo di responsabilità che tenga. Se non vogliamo ascoltare il Papa, almeno ascoltiamo l’ONU

Corrado Cavallo

Note

[1] In primo luogo , Mare Nostrum è una operazione di ricerca e soccorso militare guidata dalla Marina italiana . Non è un’operazione di controllo delle frontiere. Arriva ad estendersi fino ai bordi delle acque territoriali della Libia. Triton non è una operazione di ricerca e soccorso , ma una operazione di controllo delle frontiere. Ma naturalmente salvare la vita dei migranti è una priorità , se sono in pericolo . Delle 3.000 persone che sono arrivate in Italia nel corso delle ultime due settimane , circa l'85 % sono state salvate utilizzando le risorse coordinate da Frontex . Questi migranti provengono principalmente dalla Siria e dall’Eritrea. Alcuni vengono anche dalla Somalia e dall’Afghanistan . Un'altra differenza è che Triton opera vicino ai confini della UE, mentre Mare Nostrum si spinge fino alle coste africane.

[2] Secondo l’UNHCR sarebbero 37.000 le persone soccorse da imbarcazioni civili nel 2014. Cfr. http://www.unhcr.org/cgi-bin/texis/vtx/search?page=search&docid=5440ffa16&query=UNHCR

[3] Voice of America addirittura parla di 8.000 persone salvate nel Mediterraneo nel solo mese di novembre. http://www.voanews.com/content/greece-scrambles-to-provide-for-nearly-600-migrants/2538475.html



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