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Il nuovo dormitorio che il papa mette a disposizione dei poveri di Roma

Roma è sotto i riflettori da diversi giorni - ma quand’è che la città eterna non lo è, in fondo? - per le note vicende politiche e (para)giudiziarie. I cittadini della capitale giustamente chiedono un governo della città che sia capace di risolverne i problemi, di guidarne ed accompagnarne il cammino. Il futuro ci dirà come queste aspettative si tradurranno in fatti. Nel frattempo si parla di gestione della cosa pubblica, di trasporti, di servizi, di degrado.
Ecco, questo è un nodo che ritorna di frequente nelle cronache. La denuncia di ciò che sembra deturpare l’“immagine” di Roma. Curioso - o forse ben comprensibile - il fatto che la mancanza di decoro sia spesso associata al mondo delle persone più in difficoltà, e ben poco legato a comportamenti diffusi tra molti dei cittadini romani, ovvero che il degrado sia sempre materiale, e mai morale o culturale. 
Ma tant’è. Si ama lamentarsi di chi si vede per la strada e poi non è un problema il fatto che asili, ricoveri, etc., non vengano approntati, oppure sia difficile individuarli per la sindrome del NIMBY, Not In My BackYard, Non Dietro Casa Mia.
Anzi. Come hanno rivelato le indagini su Mafia Capitale, molti dei proventi illeciti del giro che ruotava attorno agli arrestati aveva le sue origini nei soldi destinati a una migliore accoglienza di chi aveva sofferto difficoltà e tragedie. I poveri - questa è una verità che andrebbe ricordata più spesso - non sono gli artefici del degrado, piuttosto ne sono le vittime: vittime di un degrado di regole e di umanità. 
Va dato atto a papa Francesco e alla Chiesa di Roma in genere che le denunce che vengono operate di certe situazioni inaccettabili si accompagnano a un’azione puntuale perché le cose cambino sul serio. 

L’ultimo esempio è il dormitorio appena inaugurato in via dei Penitenzieri, nelle vicinanze di San Pietro, per alcune decine di senzatetto. L’ampio locale, che si trova nella zona extraterritoriale e che fino a pochi mesi fa era un’agenzia di viaggi, è stato offerto a papa Francesco dalla Curia generalizia della Compagnia di Gesù. Tutti i lavori necessari alla ristrutturazione sono stati finanziati dall'Elemosineria apostolica, cioè attraverso le offerte che provengono dalla distribuzione delle pergamene con la benedizione apostolica e da altri contributi.
Il dormitorio porta il nome di “Dono di Misericordia”. Un passo concreto, dunque, verso quell’Anno Santo Straordinario della Misericordia proclamato da Bergoglio che sta per iniziare e che porterà tanti a cercare a Roma una strada di solidarietà e di speranza per la propria vita e per quella di tanti.

Francesco De Palma

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