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Il declino delle adozioni internazionali, una perdita secca per l’Italia

Si parlato di più ultimamente, complice il dibattito sulle stepchild adoption, della crisi delle adozioni internazionali.
Se l’Italia era qualche anno fa una sorta di “superpotenza” adottiva, questo non è più vero. I bambini stranieri adottati nel Bel Paese nel 2015 sono stati la metà di cinque anni prima, poco più di 2000. Incidono le lungaggini burocratiche, i costi crescenti, la montante riluttanza di alcuni paesi a concedere l’adottabilità dei propri minori. 

Un peccato, perché va ricordato come l’adozione sia una grande avventura. Non solo per quei minori che trovano mamme e papà, non solo per quelle famiglie che accolgono e fanno crescere bambini nati sotto un altro cielo. Ma per un intero paese. Una grande avventura che avvicina mondi lontani, li costringe a entrare in dialogo e a connettersi, li sprovincializza. Un’avventura espressione di una globalizzazione che non fa paura e vede dei bambini come protagonisti. 

Francesco De Palma

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