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Quanti sono gli stranieri in Italia ? Percezione e realtà

Quale ritieni sia in Italia la percentuale della popolazione immigrata ? E’ uno dei quesiti posti dall’istituto britannico Ipsos Mori in un’indagine che sta ripetendo da qualche anno e che nel 2015 ha raccolto dati in 33 paesi. “Perils of Perception”, i pericoli della percezione, perché le percezioni non sono la realtà e bisogna sempre imparare a diffidare dei luoghi comuni, delle voci come dei pregiudizi.  La realtà è sempre più complessa anche quando ci sembra di osservarla con attenzione, ma quando poi la si guarda con superficialità, si possono prendere delle grandi cantonate. Sono i pericoli dell’ignoranza. Perché la ricerca chiarisce che non si tratta solo di difetto di percezione, ma anzi, con una specie di gogna statistica, pubblica la classifica dell’ignoranza.
In questa classifica in negativo, redatta in base alla differenza fra la realtà percepita e quella dei dati statistici, l’Italia si piazza al decimo posto fra i 33 paesi considerati. Il punteggio è il risultato di una media su diversi quesiti che toccano temi molto diversi, dalla percezione dell’obesità a quello dell’età media in Italia, dalla percentuale di donne in politica alla percentuale di quanti vivono in campagna. 
Vediamo i risultati che riguardano gli italiani nel dettaglio. L’Italia entra nel sondaggio Ipsos Mori nel 2014 insieme ad altri 13 paesi conquistando il primo posto come ignoranza sulla percezione della percentuale di immigrati: gli intervistati stimavano in media una percentuale  pari al 30% mentre la media di allora in Italia era del 7%, con una differenza di ben 23 punti percentuali. Nell’ultimo sondaggio pubblicato la percezione scende al 26% contro meno del  9% reale e, grazie anche all’aumento del numero di paesi in cui è stato effettuato il sondaggio (33 paesi) ci ritroviamo al decimo posto nella scala dell’ignoranza. Magra consolazione. 
Il fatto è che non stiamo parlando di un argomento da specialisti, tipo la dimensione del buco dell’ozono, per cui forse ci si potrebbe accontentare almeno del fatto che se ne conosca l’esistenza e poco male se non se ne conosce la dimensione esatta, ma il quesito sulla percentuale di immigrati tocca un tema di particolare attualità su cui molti parlano e discutono, ma intorno al quale evidentemente non si è sviluppata un’adeguata conoscenza e si resta, appunto, nell’ignoranza. Con conseguenze negative per tutti.
Non è colpa solo di certa politica, che sfrutta semmai questo fenomeno per creare consenso, parlando alla “pancia” piuttosto che alla testa, ma dovremmo aver chiaro che è responsabilità di tutti crescere nella conoscenza guardando al mondo che ci circonda con maggior interesse e minor pregiudizio, perché la nostra stessa cultura, che sentiamo caratterizzarci come italiani, non sia appiattita nell’ignoranza.  
Non si tratta ovviamente solo di conoscere una percentuale corretta. Il fenomeno migratorio pone molte domande e riserva sorprese interessanti.  A questo proposito viene in aiuto il piccolo (solo in dimensione) volume di Stefano Allievi e Giampiero Dalla Zuanna “tutto quello che non vi hanno mai detto sull’immigrazione”.  E’ vero che gli stranieri rubano il lavoro agli italiani ? Che frenano lo sviluppo in Italia ? Che gli stranieri delinquono più degli autoctoni ? Sono alcune delle domande affrontate nel testo che però va molto oltre una semplice analisi di qualche luogo comune, ma come ha sottolineato Andrea Riccardi presentando il libro a Roma, “compie un’operazione onesta di realismo, di cui c’è bisogno in un periodo di politica delle emozioni e di amplificazione delle emozioni”.  
Ne consiglio la lettura anche perché nel superare quell’approccio superficiale che porta ad una percezione ridotta e troppo spesso errata della realtà, ci fa scoprire quanto essa sia molto più interessante di quanto non ce la facciano vedere le lenti sfocate dell’ignoranza, riservando molte sorprese inaspettate. 
Perché quello che va detto in conclusione è che fra i pericoli della percezione e dell’ignoranza c’è il rischio di finire per vivere in un mondo piccolo e pauroso, banale e appiattito su un po’ di percezioni appannate, simili a quelle di tanti altri, ma che invece riteniamo come nostre convinzioni molto originali, senza renderci conto di quanto questo sia un po’ patetico. Prendiamola come una sfida olimpica. Riscattiamoci dall’ignoranza. Ne guadagneremo tutti.

Marco Peroni

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