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C'è un'Italia che salva. E che si salva.

C’è un’Italia che salva.

Poco più di una settimana fa i soccorritori sono riusciti a estrarre dalle macerie di Amatrice e delle altre cittadine devastate dal terremoto quasi 250 persone, uomini, donne, bambini. 

Come ha detto in un intervento televisivo l’arcivescovo Paglia, le mani di tanti (vigili del fuoco, protezione civile, etc.), sono state “mani sante”, le mani “stesse di Dio”. 

Qualche giorno dopo, tra il 29 e il 30 agosto, sono stati soccorsi 13500 migranti, uomini, donne, bambini (ne sono nati anche a bordo, c’è stato un battesimo), nel mare a sud della Sicilia. 
Anche loro vittime di un terremoto, quello della storia, delle guerre e della povertà. Anche loro tratti in salvo grazie all’opera generosa e infaticabile di Guardia Costiera, volontari, etc..







C’è un’Italia che salva. 
E che dunque si salva. Dall’indifferenza, dalla disumanità. Che salva la propria anima vivendo il primato della vita e della solidarietà.
C’è un’Italia di cui essere orgogliosi.

Francesco De Palma

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