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“La città è il luogo della nostra battaglia”: p. David Maria Turoldo settant’anni fa

Si riporta qualche passaggio dell’articolo sulla città - e sul bene e il male che vi si affrontano - scritto dal giovane David Maria Turoldo per la rivista antifascista “L’Uomo” (luglio 1946),  articolo recentemente ripreso e commentato da Marco Impagliazzo su “Avvenire” (https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/nella-zuffa-in-citt-si-pu-vedere-il-bene). 


“Guai ad astrarre dalla realtà viva di cui siamo composti! Ci si separa dalla vita, si esce fuori dalla presenza divina, dalle arterie per cui Dio passa in noi, e si fa concreto. […] La vita della città è una vita religiosa, è la vita drammatizzata. […] Dio si è incarnato e abita fra noi […]. È un errore pensare che Dio è lontano, che abita in un’altra città: di città ce n’è una sola; egli dimora fra queste mura […]. È qui, dentro questa periferia che è come un cerchio di fuoco dove si azzuffano angeli e uomini, per cui la nostra lotta è contro i reggitori di queste tenebre. […] La città è il luogo della nostra battaglia […]. Ed è proprio questo costruire immenso, instancabile e trascendente; questo lottare disperato, questo buttarsi in mezzo al mare della vita senza sapere di arrivare alla sponda; è proprio questo sentirsi disputato dal bene e dal male, […]  è proprio questo contendere il terreno a satana, qui dove egli aveva piantato la sua roccaforte, il mio piacere di stare in città, di essere la città, di sentirmi una sola cosa con essa”.
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