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Fuga dei cervelli? Non solo a 25 anni ...

Ormai è cosa nota: chi deve fare lunghe e costose cure dentarie può rivolgersi in paesi dell’est Europa, dove i prezzi possono essere più accessibili. Ed è iniziato, così, già da alcuni anni il cosiddetto “Turismo dentale”, verso la Croazia, o verso la Moldavia.
Ma non è tutto qui. Infatti, in alcuni paesi si risparmia rispetto ai paesi occidentali anche per tante altri servizi. Il passo da compiere è breve, così, sempre più persone meditano di trasferirsi a vivere in paesi dove la vita è meno cara. In particolare, diversi anziani, temendo che la loro pensione non possa permettere di mantenere in Italia un tenore di vita elevato o, perlomeno, dignitoso, e percependo una pensione che, in Italia, non basterebbe se non a coprire le spese e poco più, diversi decidono di cambiare radicalmente vita e di trasferirsi in paesi esteri, dove la vita è meno cara. 

Viene chiamato “fenomeno dei nonni in fuga”.
Alcuni non riescono a tranciare completamente la vita passata e cercano una destinazione più vicina, ma sempre suggestiva, come le Canarie. Oppure, si organizzano per andare a vivere in alcuni paesi dell’Est, come la Romania e la Bulgaria, che offrono garanzie di stabilità politica, sociale e finanziaria. Gli amanti del caldo, cercano sistemazione negli stati del Maghreb, come il Marocco o la Tunisia. C’è anche chi non disdegna mete più esotiche, come il Costarica, l’Ecuador o la Thailandia, solo per fare alcuni esempi. Tutti con la voglia e la curiosità di ricominciare una nuova vita e, più spesso, attratti dalla possibilità di avere una capacità di spesa molto maggiore, per levarsi qualche “soddisfazione” non fruibile nel proprio paese di origine.
È un fenomeno ad oggi quantificabile in circa 400mila anziani o pensionati, che percepiscono pensioni mensili che oscillano dai 650 euro ai 1500 con difficoltà ad arrivare alla fine del mese con le diverse spese che un anziano deve affrontare, ma con una rete familiare che va assottigliandosi, magari per la scomparsa dei propri cari.
Questi sono fattori che possono essere preponderanti per una scelta così radicale, perché, oltre ad usufruire di un costo della vita minore, si può avere la possibilità di curarsi con minore spesa. Ma, questo, può avvenire nel caso in cui si scelga il paese giusto! Perché, altresì, c’è il rischio di cadere in gravi “controindicazioni”, in quanto ci si troverà in un paese senza aver più punti di riferimento, senza un eventuale sostegno di amici o di famigliari. Inoltre, vivrà  in una società  culturalmente diversa da quella in cui si è confrontati fino a poco prima. Potrebbe anche insorgere la nostalgia verso la vita lasciata ed indurre a tornare sui propri passi, ma il ritorno è  sempre complesso...
Anche per beneficiare del risparmio sulle spese sanitarie, bisognerà prima aver scelto e sottoscritto un’adeguata assicurazione sanitaria, in quanto difficilmente si riuscirà ad incontrare un sistema sanitario, pur con le sue pecche, affidabile come quello italiano.
Per quello che concerne il fisco e la burocrazia, per ricevere la pensione nel paese estero, basterà compilare una domanda e presentarla all’INPS, dando le nuove coordinate bancarie. Per quanto riguarda il trattamento fiscale, l’Italia, nella maggior parte dei casi, ha stipulato accordi bilaterali con i diversi paesi per ricevere un trattamento fiscale agevolato, evitando così di pagare una doppia tassazione, cioè, di pagare le tasse in entrambi i paesi.
Questa rapida carrellata è indicativa, non vuole essere esaustiva, di diritti e doveri per chi intende cambiare paese, ma dà un indicazione iniziale per capire che un cambio di vita così radicale non farà germogliare solo di rose profumate, ma con esse, anche le relative spine presenti nel nuovo fiore che si sarà scelto di cogliere.

Germano Baldazzi

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