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Recensione de “IL BUIO DENTRO” di Antonio Lanzetta


“IL BUOI DENTRO” è il primo romanzo giallo di Antonio Lanzetta, autore già affermato, nel mondo fantasy italiano. Suoi i romanzi fantasy Warrior e Revolution editi dalla “La Corte” edizioni. Lanzetta, nelle sue precedenti opere, mi ha sempre colpito per la fluidità del suo stile, le frasi corrono veloci sul foglio avorio come un’autostrada a tre corsie. Non hai mai tempo di annoiarti e quando arrivi all’ultimo rigo del capitolo ti sorprendi ad avere il fiato corto come se avessi corso insieme ai protagonisti della storia. Peculiarità che ha mantenuto anche in questa sua nuova opera.
Nel leggere questo romanzo mi sono immediatamente ritrovato accanto allo “Sciacallo”, mentre zoppicando e con l’occhio sempre malmesso, si spostava alla ricerca di indizi per identificare un assassino che trentuno anni orsono gli aveva porta via la cosa più preziosa. Ma non solo, e qui è la grandezza di uno scrittore (secondo me), perché il Lanzetta ti fa immergere totalmente nella stato d’animo del protagonista, nelle sue passioni e nella sua storia. Le sue paure, i suoi odi e i suoi amori in qualche modo diventano anche i tuoi. A un certo punto ti ritrovi veramente ad andare in bicicletta con Flavio, Daniano, Stefano e la sventurata Claudia, verso i loro luoghi segreti della campagna salernitana provando quello che provano loro.
Un romanzo che è un crescente di colpi di scena e rivelazioni che lasciano basito il lettore per la complessa architettura del testo.

Il personaggio che più ho amato, per la sua storia travagliata e complessa, è Don Mimì, anziano d’altri tempi abituato ad aiutare il prossimo con metodi non proprio “ortodossi”. Mentre l’unico mio rammarico, visto che sono amante dei miti greci, è che il Lanzetta non spiega fino in fondo il rito che era dietro tutte quelle macabre esecuzioni.
Per il resto è un libro di grande spessore, che conferma Antonio Lanzetta come una vera promessa della narrativa italiana, e che consiglio vivamente di leggere.

Diego Romeo
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