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Il dramma della migrazione: una responsabilità anche africana ...

Si è trattato di un pellegrinaggio africano per degli africani. Ma in Europa.
Sì, i vescovi del Burkina Faso, in visita ad limina in Vaticano, si sono uniti ad alcuni esponenti del loro governo per fare una sosta di raccoglimento e di riflessione nel luogo simbolo di questa stagione di migrazioni globali, Lampedusa. 

Compiendo un gesto che nessun altro leader africano ha finora compiuto. Perché, se tante volte si lamenta l’indifferenza degli europei al dramma dei migranti, va detto che - come sostiene papa Francesco - davvero l’indifferenza è globalizzata, e l’Africa stessa si pone pochi problemi di fronte al drenaggio della propria popolazione giovanile, al pesante tributo di sangue che la traversata del Sahara e del Mediterraneo comporta.
E’ il tempo di un’inversione di tendenza. Per tutti.
La cerimonia si è svolta sulla costa dell’ultimo lembo d’Italia verso Sud, dove sorge la “Porta d’Europa”, opera di Mimmo Paladino, inaugurata nel 2008 quale luogo di memoria per le vittime dei naufragi.  
A guidare la delegazione africana è il presidente della Conferenza episcopale, mons. Ouedraogo, arcivescovo di Bobo-Dioulasso, che a Vatican News ha spiegato: “Vogliamo raccoglierci in preghiera per tutti coloro che sono morti sulla strada della migrazione; vogliamo pregare anche per coloro che sono riusciti a passare e oggi cercano di farsi una nuova vita. E’ anche l’occasione per ringraziare la popolazione di Lampedusa e per tutti quanti vengono in aiuto di coloro che riescono a compiere la traversata”. 
Da parte sua il cardinal Ouedraogo, omonimo dell’altro presule e arcivescovo di Ouagadougou ha centrato il cuore del problema: “Molti dicono in Europa che i migranti ‘sono troppi’, che l’Europa non ce la fa ad accogliere tutti. Ma anche in Africa molti si disinteressano della sorte di chi fugge e rischia la vita. Credo che nessun responsabile africano sia mai venuto qui a Lampedusa. Noi ci siamo anche per dire che la responsabilità di tante vite perdute e di quelle che sono arrivate, è anche africana. Non ci si può disinteressare di una folla così grande di persone che scappa perché pensa che non ci sia futuro nel proprio paese e lo va a cercare altrove. Siamo dunque qui per dimostrare il nostro interesse e la nostra assunzione di coscienza”. 
Dopo aver sostato davanti al memoriale vescovi e delegazione governativa hanno visitato il campo dei rifugiati e incontrato le autorità dell'isola.

Francesco De Palma

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