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"BlacKKKlansman": contro il razzismo di ieri e di oggi ...

Il nuovo film di Spike Lee, BlacKKKlansman, vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, è molte cose.
E’ un bel film. Divertente e avvincente. Si ispira a una storia vera, all'infiltrazione di un poliziotto di colore nel Ku Klux Klan. Ron Stallworth (John David Washington) è il primo agente afroamericano del Dipartimento di Polizia di Colorado Springs. Quasi per caso si imbatte nel Klan e cerca di indagare al suo interno. Non può farlo di persona, però, per ovvi motivi. Ed ecco che un collega ebreo - e per il KKK gli ebrei sono solo un gradino sopra i neri -, Flip Zimmerman (Adam Driver), si offre per fare il suo alter ego bianco. Insieme i due faranno squadra per fermare la deriva violenta dell’“organizzazione”. 

E’ un film che viaggia nel tempo. Gli eventi centrali si svolgono a qualche decennio di distanza, in un’atmosfera anni Settanta, tra Black Panthers e capelli afro. D’altra parte la memoria dei protagonisti va al passato, al tempo dei linciaggi brutali, della segregazione razziale senza vergogna (e vale l’intero film la sequenza interpretata da Harry Belafonte che racconta l’assassinio di Jesse Washington, e le sevizie che lo hanno preceduto, nel 1916). E, d’altra parte, i dialoghi ammiccano all’oggi, all’“America first”, o “great again”, a un’America che si è affidata a Trump e in cui rivivono le parole d’ordine dei suprematisti bianchi del passato e non solo: la manifestazione suprematista di Charlottesville dell’estate scorsa, con il suo tributo di sangue, con la minimizzazione risentita dell’attuale Presidente, chiude la pellicola.
E’ un film schierato. Vive l’ambizione di fare un discorso civile, di far riflettere lo spettatore. Pur essendo commedia in molti momenti, respira in esso un’anima brechtiana, drammatizzante, che identifica chiaramente bene e male e spinge lo spettatore a prendere posizione. Così come, lungo l’indagine, faranno anche alcuni poliziotti.
“Volevamo richiamare l’attenzione su quel che sta accadendo adesso, non solo negli USA, con Trump, ma anche in Europa, con Brexit, e con il ritorno ovunque della destra al potere”, ha dichiarato Lee. “La storia ci ha dimostrato che le cose si ripetono. Che l’odio continua a guidare le azioni delle persone. Quanto succede oggi con gli immigrati, anche in Italia, non è un fatto nuovo, è già avvenuto a suo tempo con gli ebrei. Le autorità cercano di creare questo rifiuto, ripetendo alla gente che tutto il negativo viene da loro, dai rifugiati e dai migranti, ed è proprio quello che fecero i nazisti”.

Francesco De Palma

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