E’ bello sentirsi dire: “Di te non mi dimenticherò mai!”.


Era
il 31 gennaio 1983, Modesta Valenti, una donna di 71 anni moriva alla stazione
Termini, uccisa dall’indifferenza e dal
soccorso non prestato, perché reputata troppo sporca per essere trasportata
dall’ambulanza in ospedale.
Il
5 febbraio 2017 è stata ricordata la sua morte ingiusta, come ogni anno, con  una liturgia che porta il suo nome e che
ricorda tanti come lei,  morti per la
strada, senza casa, spesso soli e sicuramente ignorati dai più.
A
34 anni di distanza la
Basilica di Santa Maria in Trastevere era piena di gente:
c’era chi non ha nulla e chi ha anche il superfluo, in certi casi era difficile
distinguere chi è venuto per amicizia di un senza casa che ha perso la vita
vicino al portone di casa propria e chi è venuto per lenire un senso di solitudine
che si somma al non aver casa, lavoro, il necessario per vivere.
Molte
delle persone che in gran numero hanno gremito la Basilica sono le stesse
che dall’inizio di gennaio hanno risposto all’appello della Comunità di Sant’Egidio
per soccorrere chi dorme per strada ed ha portato coperte, sacchi a pelo e
quant’altro serve a salvare una vita dalle temperature gelide.
E’
stato bello veder crescere questo movimento di solidarietà, ancor più bello
assistere ieri all’abbraccio tra chi ha soccorso rispondendo all’appello e chi
ha ricevuto il calore di quell’aiuto.
Un
amico senza casa in una sera di grande freddo, mentre gli davo le coperte
necessarie spiegandone la provenienza, mi ha detto sorridente e fiducioso: “Tanti si sono accorti di noi!”.
La
liturgia dedicata a Modesta celebrata ieri, ha voluto dire ancora una volta a
quell’amico, ai tanti senza dimora che hanno partecipato, ma in fondo a tutti i
presenti, che fare memoria insieme non è vivere un momento di tristezza, ma
piuttosto dire: “Di te non mi dimenticherò
mai!”
E
lo abbiamo detto davvero in tanti.
Nelle
prossime settimane questo messaggio si diffonderà con la  celebrazione della memoria di Modesta in tanti quartieri di Roma.
Penso
che si stia realizzando qualcosa di nuovo: questo movimento di solidarietà
molto contagioso, nato per rispondere all’emergenza del freddo intenso, ci sta
rendendo attori, a volte inconsapevoli, del cambiamento di una città che impara
ad accogliere e proteggere soprattutto i più indifesi.
Potrà
Roma divenire come una grande famiglia? … Dalla Basilica di Santa Maria in
Trastevere in tanti abbiamo pensato che il sogno sta diventando realtà.



Lucia
Lucchini



Gli appuntamenti per le
prossime celebrazioni in cui verranno ricordati i nomi di quanti, come Modesta,
sono morti per la strada negli ultimi anni:
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