FATTI

Uno schiaffo alla paura. Sadiq Khan il nuovo sindaco di Londra.

Grande attenzione dei media internazionali attorno al nuovo sindaco di Londra, vincitore delle ultime elezioni amministrative. Sadiq Khan, 45 anni, è il primo sindaco mussulmano nella storia della capitale inglese.
Scrive di lui Giulia Belardelli: “Figlio di un conducente d’autobus e di una sarta pachistani, la
storia di Khan inizia 45 anni fa a Tooting, quartiere popolare nel sud
di Londra dove è stato eletto deputato e dove vive ancora oggi con la
moglie e le due figlie. Dopo la laurea in giurisprudenza e l’avvocatura,
è entrato in politica, prima con Gordon Brown e poi nel governo ombra
di Ed Miliband. È considerato un esponente moderato del Labour,
equidistante sia dai circoli vicini a Jeremy Corbyn che dai nostalgici
dell’era Blair. Khan, infatti, si colloca più al centro di Corbyn, pur
facendosi portatore di istanze di sinistra. Recentemente si è anche
schierato sul fronte più critico a Corbyn nella bufera Livingstone,
esortando il segretario a ‘fare di più’ per stroncare ogni segno di
antisemitismo nel partito. Avvocato per i diritti umani, Khan è un
sostenitore delle nozze gay, posizione che gli è valsa anche una fatwa
da parte dell’imam di Bradford nel 2013. In campagna elettorale i
conservatori lo hanno accusato di essere amico di estremisti e
terroristi. Per settimane il suo sfidante, il conservatore Zac
Goldsmith, si è concentrato sulla sua religione, contestandogli le
apparizioni al fianco di relatori musulmani radicali. Lui, di fronte
alle accuse, ha spiegato più volte di aver sì incontrato degli
estremisti, ma in virtù della sua vecchia professione di avvocato per i
diritti umani. ‘Ho già detto molto chiaramente che considero i loro
punti di vista ripugnanti’, si è difeso Khan, tenendo a sottolineare di
aver combattuto l’estremismo per tutta la sua vita”.
I londinesi hanno scelto di dargli la loro fiducia destinandogli un numero di voti ben più ampio di quello previsto dai sondaggi.
Le prime uscite pubbliche del nuovo sindaco sono state tutte impeccabili e hanno mostrato l’immagine di un cittadino, che pur non rinnegando la sua cultura asiatica e islamica di origine, è perfettamente integrato nel contesto e nei valori europei.  Le foto rassicuranti che mostrano le sue figlie vestite alla moda occidentale, la sua presa di posizione europeista nettamente contraria alla “Brexit”, la scelta di effettuare la cerimonia di insediamento nella cattedrale cristiana di Southwark, hanno in qualche modo voluto dare il messaggio ai londinesi che la loro scelta di reagire alla paura (votandolo per le sue idee e non per il suo credo religioso), in una città colpita in passato dal terrorismo islamico, è stata ben riposta.

Sadiq Khan assieme alla sua famiglia e al suo staff

L’esempio di Londra è in forte controtendenza rispetto al clima che si respira in molti ambienti europei. La paura dell’affermazione dell’Islam che finirebbe per schiacciare la nostra civiltà è pesantemente diffusa. E anche una semplice elezione a sindaco di un figlio di immigrati asiatici di religione islamica, può generarare forti inquetudini e preoccupazioni, prontamente sfruttati da alcune forze politiche per alimentare il consenso alla loro propaganda.
Il leader della Lega Nord Matteo Salvini, qualche giorno fa scriveva in un post sulla sua pagina facebook: “Un sindaco islamico a Londra? Non mi stupisce, visto che in tante, troppe città europee (e italiane) ci sono ormai interi quartieri “extra” a maggioranza islamica. Non è il futuro che auguro ai miei figli, l’Islam usa la religione per imporre leggi incompatibili con le nostre libertà e i nostri valori. Voi cosa ne pensate?”; a questo post seguivano 3400 commenti ma non tutti di approvazione riguardo le affermazioni del leader leghista. Tra tutti vorrei citarne uno che dice: “A noi londinesi non importa la religione di un sindaco ma solo il suo programma politico. Ed è contro la legge discriminare qualcuno per la sua religione, sesso, età, orientamento sessuale, etc. Questo è invece il futuro che auguro per i miei figli”.
Credo che la città di Londra in queste elezioni amministrative, vincendo la logica della paura, abbia scritto una bella pagina di storia. Allo stesso tempo auspico un’Europa mentalmente libera, accogliente ed inclusiva, dove l’elezione a sindaco di un qualsiasi cittadino – qualunque sia la sua storia personale, l’importante che le sue idee e, ancor più, le sue azioni concrete siano espressive dei fondamentali valori democratici, compreso il rispetto dei diritti umani – faccia notizia solo ed esclusivamente per la bontà o meno di quello che vorrebbe realizzare per la propria città. 

Francesco Casarelli

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