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Guerre di oggi e guerre di ieri

Il prossimo anno si ricorderanno i 30 anni dalla Caduta del Muro di Berlino e, con esso, l’inizio della fine di un sistema bipolare del mondo, tenuto in equilibrio dalla minaccia nucleare.
Furono anni molto caldi, in cui il rischio di un conflitto nucleare tra le superpotenze USA E URSS è stato molto concreto, fino ad un passo dalla “guerra totale”. Solo con l’avvento al potere di Reagan e di Gorbaciov con le loro politiche di distensione, vi fu progressivo riavvicinamento, furono riallacciate le relazioni.
Purtroppo, in questi giorni sta riemergendo l’incubo di una guerra ai confini dell’Europa, infatti le recenti tensioni tra USA e Russia, con i ripetuti scontri verbali ad opera dei rispettivi presidenti, non fanno presagire tempi di pace.
Negli ultimi giorni sono state rilasciate dichiarazioni di fuoco che accendono scintille in grado di far divampare fuochi e azioni che potrebbero divenire incontrollabili. Vi è anche in corso un riarmo delle due potenze.
Alcuni giornalisti, in questo giorni scrivono di un presumibile scontro bellico che avrà come teatro un territorio “neutro” e, probabilmente, si tratta della già tanto martoriata Siria.
L’interminabile guerra in Siria che non trova sbocchi, sembra poter divenire il “casus belli” tra USA e Russia. Sembra, così, di essere tornare agli anni della Guerra Fredda, combattuta come una vera e propria partita a scacchi tra le due superpotenze e i loro rispettivi alleati. Ogni giorno c’è una nuova dichiarazione, o meglio, un nuovo tweet che Trump lancia al mondo per manifestare le sue intenzioni. 

In tutto questo scenario non si fa assolutamente riferimento alla tragedia che rappresenta la guerra: eppure la Siria è devastata da sette anni di guerra senza soluzione. La Siria era un paese ricco di identità, cultura e storia, oggi invece sopravvivono solo macerie con una popolazione decimata ed inerme.
Non si ascoltano più i testimoni del ultimo tragico conflitto mondiale, si dimenticano le storie e i testimoni, gli scritti dei sopravvissuti, si sono sotterrate le memorie e le testimonianze su tutti gli obbrobri che sono stati commessi nel corso dell’ultima guerra.
Si è recentemente discusso se la Storia si ripeta o meno nelle sue sfaccettature, ma la guerra è sempre la stessa: brutta, disumana, fautrice di divisione, morte, odio e distruzione.
In una fase di stallo come questa, la speranza è che non avvengano episodi che possano far precipitare improvvisamente la situazione, prima che si riesca a raggiungere una strada diplomatica per un intervento politico e non armato per il bene soprattutto del popolo siriano, così duramente provato.

Germano Baldazzi
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