Napolitano: Fuori d’Europa c’è domanda di più Europa

Fonte: Quirinale.it

Riunione “Uniti per l’Europa” oggi e domani ad Helsinki con i Capi di Stato di 8 nazione europee per discutere di tre temi principali: i punti di forza dell’Europa in un mondo globale, i rapporti di vicinato nel sud con particolare attenzione sulla situazione in Africa settentrionale e la tolleranza e la prevenzione della discriminazione. 
Presenti i presidenti di Italia, Germania, Slovenia, Lettonia, Portogallo, Ungheria e Austria e del nuovo presidente della Finlandia. 
Il Presidente della Repubblica Italiano Giorgio Napolitano nel suo intervento ha affermato: “Il mondo è radicalmente cambiato. Il baricentro dello sviluppo si è allontanato dall’Europa. Che ci piaccia o no dobbiamo riconoscerlo. E lo riconosciamo. Ma esitiamo a trarne le conseguenze, ad agire coerentemente verso una maggiore integrazione. Abbiamo dovuto affrontare una fase caratterizzata da preoccupazioni e incertezze, e infine, positivamente, da cambiamenti. Ma occorrono altri cambiamenti. L’Europa non è solo l’Euro. E’ molto di più. La interconnessione – ha continuato il Capo dell Stato – è così profonda da rendere inimmaginabile una sua dissoluzione. Essenziale è misurarci con tutti i cambiamenti necessari. E’stato un bene che si sia proceduto a una maggiore integrazione fiscale. Ciascun paese deve assumersi le sue responsabilità. L’Italia lo sta facendo con decisioni difficili e duri sacrifici, in particolare per ridurre l’enorme debito pubblico, per non lasciare che gravi sulle giovani generazioni. E sappiamo anche che ci sono nuovi fenomeni di povertà” .”Per tradurre in fatti reali la formula adottata dal Consiglio Europeo, “Consolidamento dei conti favorendo la crescita”, dobbiamo andare – ha rilevato il Presidente Napolitano – oltre il mero coordinamento delle politiche economiche nazionali, che ha causato il fallimento della Strategia di Lisbona. Abbiamo bisogno di decisioni e iniziative comuni per la produttività e la competitività.
Siamo stati concentrati sulla difesa dell’Euro mentre abbiamo bisogno di Europa in tutti i campi, e anche in quello della politica estera e di sicurezza comune. 
Fuori d’Europa c’è domanda di più Europa, ma di una Europa che abbia una voce sola.
Si sono frapposti ostacoli, durante la crisi dell’Eurozona, al principio di solidarietà. Si e’diffusa la falsa convinzione che alcuni Paesi hanno avuto solo vantaggi dall’Euro mentre altri hanno solo pagato il conto. Ma insieme col rigore, occorre che operi proprio il principio di solidarietà, come è stato in altre fasi per varii Paesi. Nessun Paese da solo, per quanto grande e competitivo, può agire con capacità sufficiente per contare davvero nel nuovo contesto globale. Solo l’Europa unita può essere una risposta al rischio di declino”. Il Capo dello Stato ha concluso
“Possiamo farcela. Se c’è chi pensa che si può essere al sicuro tornando al passato, si colloca fuori della realtà. 
Dobbiamo esprimere più orgoglio e più fiducia. Abbiamo realizzato qualcosa di originale, di unico, non un’alleanza tradizionale. E ai nostri cittadini dobbiamo saper comunicare meglio cio’che siamo siamo e vogliamo sempre più essere”.

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