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Riccardi su integrazione e cooperazione audizione al Senato

Nell’audizione al Senato  del 21 febbraio il Ministro Andrea Riccardi ha relazionato sull’attività svolta dal Ministero di cui è titolare in questi primi 100 giorni di governo. Cooperazione, integrazione, loro interdipendenza e argomenti correlati quali immigrazione e convivenza delle differenti culture e realtà religiose i temi trattati da Riccardi. Importante partire dai giovani: “il punto focale è partire dalla scuola per arrivare agli anziani ” per creare una cultura che sia la base della nostra coscienza nazionale, dove “la scuola è il luogo decisivo per l’integrazione”. Ma è da ricercare anche la collaborazione con la RAI che tanta parte ha avuto nella creazione della coscienza nazionale, ma anche di tutti gli italiani perché: “Gli Italiani sono  gli attori preminenti del processo di integrazione”. e ha aggiunto “C’è bisogno di integrazione nella sicurezza. Sicurezza per tutti per gli italiani e per coloro che risiedono nel nostro territorio nazionale.” La convivenza non nasce dal nulla, ma “La convivenza ha bisogno di un ethos condiviso” e a riguardo Riccardi ha sottolineato come l’occasione dei 150 anni dell’unità di Italia sia stata un punto decisivo per rifondare questo ethos condiviso. D’altra parte sono preoccupanti i dati dell’ufficio antidiscriminazione che ha raccolto più di un migliaio di segnalazione di episodi di razzismo. C’è bisogno di integrazione nella sicurezza, “sicurezza per tutti per gli italiani e per coloro che risiedono nel nostro territorio nazionale”
Nel processo di integrazione decisivo è stato anche il rapporto “con le differenti comunità religiose le quali possono avere ruoli importanti per far maturare il discorso dell’integrazione. Il grande problema è il vivere insieme”
Passando al rapporto tra integrazione cooperazione, il Ministro non ha nascosto che la situazione è difficile e che il 70% degli interventi passa nel multilaterale, ma ha ribadito l’intenzione di rilanciare la nostra cooperazione, che ha un ruolo importante”. Riferendosi al suo recente viaggio in Niger, Riccardi ha affermato come si sia “reso conto di come un paese uscito da cooperazione italiana sia particolarmente strategico per contrastare i trafficanti di essere umani ed abbia quindi un ruolo per i flussi migratori.”
“Cooperazione e integrazione sono due aspetti importanti in un mondo che vive sui nuovi scenari della globalizzazione. Le società cambiano volto e dobbiamo stare attenti che il cambiamento non sia traumatico.” e ancora “L’integrazione è grande questione storica e tocca le grandi questioni internazionali e per questo si connette all’integrazione.”.
Sull’immigrazione Riccardi ha legato il fenomeno alla realtà demografica italiana caratterizzata dalla crescita zero della popolazione e ha notato come l’immigrazione risulti un sostegno alla natalità.” Bisogna parlare quindi di integrazione oltre l’emergenza perché “già oggi nelle scuole gli alunni stranieri sono il 7,5 % della popolazione. Esiste il problema importante nell’accettazione di questa realtà, ma anche della sua collocazione nel quadro della vita del paese.”
Infine il Ministro ha toccato il tema della cittadinanza per i bambini nati in Italia e ha sollecitato l’intervento del parlamento essendo un argomento che non gli compete direttamente, ma che ritiene molto importante perché “pensarsi italiani aiuta ad integrarsi, ci si colloca già integrati. Il governo non può che appoggiare ciò che maturerà in parlamento, dove sono già maturati diversi ed interessanti progetti. ” Sottolineando l’apprezzamento in sede UE di tutti questi temi, Riccardi ha concluso: “Si può creare l’arte del convivere come frutto di sapienza umana e realismo politico”

Marco Peroni
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