Assisi. 26 anni fa lo storico incontro di preghiera per la pace con Giovanni Paolo II

Ventisei  anni fa, il 27 ottobre 1986, il papa Giovanni Paolo II convocava ad Assisi  la prima Giornata mondiale di preghiera per la pace, cui presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali. Vi parteciparono, oltre ai cattolici, 50 rappresentanti delle Chiese cristiane e 60 rappresentanti delle altre religioni mondiali. Per la prima volta nella storia si realizzava un incontro come questo. Un’intuizione del semplice e profonda quella del Papa: riunire i credenti di tutte le religioni mondiali nella città di San Francesco, ponendo l’accento sulla preghiera per la pace, l’uno accanto all’altro, di fronte all’orrore della guerra. Disse il Papa in quell’occasione: “E’ in sé un invito fatto al mondo per prendere coscienza che esiste un’altra dimensione della pace e un altro modo di promuoverla, che non sono il risultato di trattative, di compromessi politici, economici”. La convinzione era che “la preghiera e la testimonianza dei credenti, a qualunque tradizione appartengano, può molto per la pace nel mondo”. L’appello fu ascoltato, tra l’altro, anche dal “mondo”: per un giorno intero tacquero le armi. Nel suo discorso conclusivo, Giovanni Paolo II esortava: “Continuate a vivere il messaggio della pace, continuate a vivere lo spirito di Assisi!”. Appello raccolto dal successore , il Papa Benedetto XVI, che l’anno scorso , per il 25° anniversario, ha presieduto la giornata di dialogo e preghiera per la pace sempre con i leaders religiosi e, idealmente, con tutti gli uomini di buona volontà provenienti da tutto il mondo proprio ad Assisi. Spirito di Assisi raccolto con particolare impegno e fedeltà dalla Comunità di Sant’Egidio, che ne ha fatto un appuntamento annuale negli Incontri internazionali di Preghiera per la Pace, dal 1987 fino all’ultimo Incontro di Sarajevo, nel settembre scorso, raccogliendo, in questo pellegrinaggio di pace, sempre più uomini e donne di religione diversa, uniti dal desiderio di costruire insieme vie di pace.

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