4 giugno 1944-4 giugno 2019: 75 anni dalla liberazione di Roma

Nel pomeriggio del 4 giugno 1944, giusto 75 anni fa, Roma, prima fra tutte le capitali europee occupate dalla Germania hitleriana, veniva liberata dalle truppe americane provenienti da sud, mentre le ultime formazioni tedesche si ritiravano lungo la Flaminia e la Cassia, compiendo proprio su tale consolare l’ultimo eccidio, la fucilazione di Bruno Buozzi e dei suoi compagni alla Storta.
I mesi che avevano preceduto la liberazione saranno senz’altro tra i peggiori vissuti dalla Città Eterna nel corso dei secoli, un’occupazione segnata dalla morte (Katz), l’inverno più lungo (Riccardi) della capitale. 271 giorni di atrocità di cui si ricordano bene le più efferate, ovvero il rastrellamento del Ghetto, il 16 ottobre del 1943, o il massacro delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo del 1944.
L’assalto a Roma era previsto già da gennaio, quando, per superare la situazione di stallo sulla linea Gustav, si era tentato uno sbarco ad Anzio, sulla costa tirrenica. Ma la resistenza tedesca attorno alla testa di ponte aveva fatto sì che un’eventuale avanzata verso il Tevere fosse bloccata sul nascere.
Durante la primavera, però, altre divisioni anglo-americane giunsero al fronte, mentre veniva pianificata una nuova offensiva, denominata in codice Diadem. Con tale iniziativa il fronte di Cassino fu rotto e Roma raggiunta, appunto a inizio giugno. 

La liberazione della capitale ebbe degli effetti anche sul cosiddetto Regno del Sud, sull’Italia già liberata. Vittorio Emanuele III nominò il figlio Umberto Luogotenente del Regno limitando la propria esposizione pubblica, Umberto si insediò al Quirinale, ottenne le dimissioni di Badoglio e affidò l’incarico di formare un nuovo governo ad Ivanoe Bonomi, anziano leader politico già Presidente del Consiglio prima dell’avvento del fascismo: si cominciavano così a percorrere i primi passi verso quella che sarebbe stata l’Italia repubblicana e democratica. 

Francesco De Palma
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