Riccardi. Cento giorni di governo Monti.

«In cento giorni abbiamo fatto molte cose e oggi la grande speranza è quella di una ripresa della società italiana». Così il ministro Andrea Riccardi in un’intervista pubblicata sul Quotidiano.net. Merito «Della capacità di una azione coordinata del governo prima di tutto e poi del sostegno responsabile delle forze politiche». Sostegno al governo che ha superato le aspettative dello stesso Ministro e per il quale ha mostrato soddisfazione. Sull’opera di risanamento economico portato avanti dal governo, Riccardi ha poi aggiunto che «Siamo a buon punto. Abbiamo ripreso credibilità internazionale, come ha mostrato l’esito del viaggio di Monti negli Stati Uniti». Rispetto al ministero della Cooperazione e dell’integrazione di cui Riccardi è titolare il ministro ha dichiarato di dover essere partito da zero mettendo in piedi ex novo, con varie difficoltà, le strutture operative in due campi quali quello della cooperazione e dell’integrazione. Sulla cooperazione, in particolare, in tempi di crisi economica ha tenuto a ribadire che «La cooperazione non è solo un dovere di solidarietà, ma comporta la presenza del nostro paese in alcune aree del mondo. Pensiamo all’Africa: sarebbe impensabile non essere presenti in Africa, che non è solo una realtà da aiutare ma anche un continente dalle grandi risorse e di notevole importanza strategica. Sono stato pochi giorni fa nel Niger, che era uscito dalla cooperazione; un paese democratico, che va aiutato, in un’area complicata dove si incrociano trafficanti di esseri umani, di droga e terroristi». Rispetto alla denuncia di questi ultimi giorni all’Antitrust sui prezzi dei prodotti per bambini ha ricordato: «Ho anche la delega sulla famiglia: e ci siamo resi conto che latte in polvere, pannolini e omogenizzati in Italia hanno un prezzo superiore del 30/40 per cento rispetto alla media europea, tant’è che i genitori italiani organizzano spedizioni all’estero. Vorremmo capire il perché». Il Ministro ha quindi ribadito la sua posizione sulla questione del pagamento dell’Ici sui beni ecclesiastici chiarendo che però la questione non riguarda solo la Chiesa cattolica in quanto c’è anche tutto il mondo del no-profit da tutelare. Realtà, questa del no-profit che Riccardi ha tenuto ha sottolineare come molto importante, particolarmente in un momento di crisi economica come quella attuale «poiché svolge un’opera di assistenza fondamentale, che va ben oltre il dato confessionale. Anche perché il no-profit non è solo cattolico».
Infine Riccardi ha notato come il governo tecnico, come una pausa nel coinvolgimento diretto, ha concesso ai partiti un tempo per ripensarsi e per «ridefinire le loro identità e il loro rapporto con la gente dopo una stagione di tensioni e un dibattito troppo urlato». Già se ne intravede qualche segnale positivo nel linguaggio cambiato e nella maggiore responsabilità, ha concluso Riccardi.

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