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Sant’Egidio. Voci egiziane al convegno sulla primavera araba

Confronto aperto e concordante, al Convegno di Sant’Egidio sulla Primavera Araba, tra i Fratelli musulmani egiziani e i loro connazionali copti cristiani. Abdul Rahman al-Barr, una delle personalità più significative dell’organizzazione islamista, ha affermato che “Dio ha creato il pluralismo e la diversità, dunque la presenza dell’altro è necessaria. Lo stesso Corano indica come irrazionale ogni forma di discriminazione”. Ricordando i giorni della rivoluzione ha detto che “piazza Tahrir ha visto una piena condivisione di ideali e di intenti, di cibo e di preghiera. Mai si è sentito uno slogan discriminatorio o diffamante nei confronti dell’altro. Era piuttosto – ha concluso – la politica scaltra del vecchio regime a cercare di dividere e di contrapporre”.
Alle parole di al- Barr ha fatto eco la voce di Sameh Fawzy, copto ortodosso, del Forum di dialogo “Bibliotheca Alexandrina”: “E’vero – ha detto – a piazza Tahrir ci siamo sollevati insieme contro un regime sanguinario. Ma non basta spodestare un regime per riappacificare nel profondo la società egiziana. Oggi servono, Stato di diritto, pluralismo politico e una cultura basata sulla tolleranza. Ma, “all’egiziana”. Siamo stanchi di influenze esterne”.
Il convegno è stato inaugurato questa mattina dall’intervento del Ministro della cooperazione internazionale ed integrazione Andrea Riccardi e vede la partecipazione di numerose personalità politiche e religiose del mondo arabo e si concluderà questa sera con una tavola rotonda cui parteciperanno Massimo D’Alema, Franco Frattini e Giampiero Massolo.

Marco Peroni
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