Martiri nostri contemporanei. Shahbaz Batthi, cristiano pakistano

Anche se la capitale d’Italia è a molti chilometri di distanza dalla sua terra natale e dal popolo cui apparteneva, Roma ha nuovamente ricordato Shahbaz Bhatti.
L’occasione è stata la pubblicazione di un bel libro dedicato alla sua vita ed alla sua testimonianza, scritto a quattro mani da Roberto Zuccolini e Roberto Pietrolucci, dal titolo Shahbaz Bhatti. Vita e martirio di un cristiano in Pakistan, pubblicato dall’editore San Paolo.
La presentazione del volume è avvenuta venerdì 16 marzo nella cornice suggestiva della basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, dove la memoria di Bhatti aveva già messo radici lo scorso anno, con una commovente cerimonia durante la quale suo fratello, Paul Bhatti, aveva consegnato la Bibbia appartenuta a Shahbaz perché ne fosse conservata la memoria in questa chiesa, divenuta luogo memoriale dei nuovi martiri del XX e XXI secolo.
Paul Bhatti – oggi Consigliere del Primo Ministro del Pakistan per gli Affari delle Minoranze – era di nuovo presente nella basilica romana, assieme ad Andrea Riccardi, a Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, ed al card. Jean-Louis Pierre Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
Gli autori del volume hanno lo stesso nome, Roberto. Pietrolucci, che è stato amico personale di Shahbaz ed è da tempo impegnato in Pakistan con la Comunità di sant’Egidio, ha “costruito” questa biografia insieme a Zuccolini, giornalista del Corriere della sera ed appassionato delle questioni relative alla coabitazione interetnica e interreligiosa.
Il libro esce a un anno dalla morte di Shabhaz Bhatti. Scrive nell’introduzione Andrea Riccardi: “è la storia di un
cristiano che non si è arreso di fronte a chi pensa che in Pakistan sia
impossibile vivere insieme. E’ la storia di un uomo che ha lottato a
mani nude ed è morto martire. La sua vicenda ci fa entrare nel mistero
di una vita vissuta per gli altri fino alla morte. E’ una storia
preziosa, non solo per i cristiani, ma per tutti: per il suo Paese, che
dal 1947 cerca una via per la pace e la coabitazione, come per il mondo
intero, abitato ancora da troppi conflitti, a sfondo politico, etnico e
religioso”. 

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