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Immigrazione, nuovo naufragio nel Mediterraneo al largo delle coste libiche

Continuano le ricerche della Guardia Costiera e della Marina Militare Italiana nella speranza di individuare superstiti del naufragio avvenuto ieri mattina a 35 miglia dalle coste della Libia. 10 morti che si aggiungono alla purtroppo lunga lista di persone inghiottite dal Mediterraneo nella speranza di raggiungere l’Europa.Una tragedia che poteva essere ancora peggiore se una telefonata di allarme non fosse giunta alla Capitaneria di porto di Palermo, permettendo di attivare i soccorsi e di salvare 70 persone terrorizzate, rimaste in balia del mare già da molto tempo. Ai naufraghi, molti dei quali in ipotermia, sono state fornite le prime cure su una nave della Marina Militare che si è poi diretta verso Lampedusa. Altre navi sono sopraggiunte per continuare le ricerche. Fortress Europe, osservatorio online sulle vittime dell’immigrazione nel Mediterraneo, ha censito la dimensione di questo dramma, calcolando che negli ultimi 24 anni siano morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 18.572 persone (dato aggiornato ad ottobre 2012), di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011. Persone che fuggono da situazioni di guerra, povertà e persecuzione. Per la Comunità di Sant’Egidio, almeno la metà di quelli che scompaiono nel Mediterraneo sono profughi che avrebbe diritto all’asilo politico, ma certamente tutti, sono essere umani che non possono continuare a morire così. Come è purtroppo accaduto ultimamente al largo delle coste spagnole, dove si sono contate lo scorso mese, sedici vittime in soli due giorni.
Sul naufragio di ieri mattina, Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato della Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) ha espresso “Cordoglio per le vittime e apprezzamento per l’intervento dell’unità navali militari italiane” senza il quale altre 70 persone sarebbero morte. “L’Italia nel Mediterraneo – ha osservato Laura Boldrini – svolge un ruolo leader nel salvare vite umane in mare, sia per lunga tradizione del Paese sia per preparazione degli uomini e per i mezzi che ha disposizione. Non tutti i Paesi dell’aera hanno le stesse caratteristiche. Per questo è importante che Italia svolga un ruolo di riferimento in questo ambito come Paese leader”. A Lampedusa ha osservato la Boldrini, “bisognerà organizzare l’accoglienza in un centro dove sono presenti 325 persone, e la cui capienza è stata dimezzata da un incendio. Ma non abbiamo dubbi che sarà fatto tutto il possibile. Anche gli eventuali trasferimenti in ospedale di malati e dei traumatizzati anche psicologicamente per la tragedia vissuta”. Per il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi: “Il pronto e generoso intervento della Guardia Costiera e della Marina Militare italiana ha contenuto sensibilmente il numero delle vittime di questa ennesima tragedia dell’immigrazione. Bisogna cooperare ancor di più con i Paesi del Mediterraneo per evitare queste stragi, ma va anche superata la logica dell’emergenza continua. L’immigrazione è un fenomeno costitutivo dei nostri tempi che va affrontato e governato con saggezza e lungimiranza”.

Marco Peroni
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