Nuove persecuzioni per i cristiani in Libia

Lo scorso venerdì
almeno 13 copti egiziani sono stati rapiti a Sirte nel cuore della notte dal residence
dove erano alloggiati. Dalle ricostruzioni delle autorità sembra che un commando
di «uomini armati e mascherati» abbia fatto irruzione nelle loro abitazioni
cercandoli stanza per stanza, un commando che con molta probabilità è riconducibile
ad un gruppo di estremisti islamici. Non si fermano così le persecuzioni ai
danni dei cristiani residenti in Libia che continuano a essere oggetto di
violenze mirate da parte di gruppi armati.

La notizia del rapimento
è stata confermata anche da Abu Makar,
un prete copto di Samalout nel sud dell’Egitto, non solo Abu ha anche aggiunto
che altri sette suoi connazionali sono stati rapiti la settimana scorsa mentre
cercavano di fuggire da Sirte, portando di fatto il numero delle vittime a 20
solo nell’ultima settimana.

Questo rapimento è solo
l’ultimo degli episodi che hanno reso i rapporti fra Egitto e Libia sempre più tesi,
episodi che hanno fatto richiamare l’ambasciatore egiziano a Tripoli, con la
relativa chiusura dell’ambasciata, dopo il suo rapimento lampo.

Purtroppo negli ultimi
mesi la situazione della Libia è precipitata vertiginosamente. Infatti senza più
un reale potere centrale, coadiuvato da una forza militare e di polizia adeguata,
i territori libici sono diventati rifugio di molte cellule terroristiche
islamiche come Ansar al Sharia, responsabile
tra l’altro dell’attacco al consolato Statunitense e Bengasi dove perse la vita
anche l’ambasciatore Chris Stevens, o come gli adepti del Califfato dell’Isis, che hanno
di recente giustiziato «14 membri dell’esercito libico appartenenti al 168 battaglione» a
Sebha nel sud del Paese.

Insomma una situazione senza
più controllo che rischia di degenerare sempre di più, con gravi ripercussioni
anche per la vicina Europa, ma che soprattutto mette a rischio ogni giorno le
minoranza cristiane presenti nel territorio. Una situazione che non vede
altre soluzione se non un  intervento deciso
delle Nazioni Unite.

Diego Romeo

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