PIU’ ARMI CHE PERSONE

Dopo la strage di domenica notte a Las Vegas, ritorna
prepotentemente l’annoso tema della diffusione delle armi 
in America. Quante
armi ci sono negli USA? E’ difficile dirlo. Alcuni dati, decisamente
inquietanti, ci aiutano ad avere lo spessore del problema e a meglio
comprendere quanto accaduto a Las
Vegas
. Secondo un rapporto[1] del
Congresso degli Stati Uniti, le armi da fuoco negli USA erano 242 milioni nel
1996, 259 milioni nel 2000 e 310 milioni nel 2009. Nel 2013, anno della
Presidenza Obama il numero di armi ha superato quello della popolazione:
sommando quelle prodotte negli USA a quelle importate si arriva alla stratosferica
cifra di 357 milioni. In 11 mesi, nel 2012, ne sono state vendute 16.808.538[2].
Durante la Presidenza
Obama nel quadriennio 2009/2013, la produzione di armi negli USA è raddoppiata
passando da 5,6 milioni del 2009 a 10,9 milioni nel 2013[3].
Secondo una ricerca
della Harvard University[4],
gli Stati con il maggior numero di armi circolanti sono anche quelli dove
vengono commessi più omicidi. E questo sarebbe “trasversale” sia nell’uso che
ne fanno i privati sia in quello da parte delle forze dell’ordine.
E noi italiani? Secondo
il succitato rapporto della American Tobacco and Fire Arms nel 2014 abbiamo
venduto agli USA 399.465 armi da fuoco. Di cui: 164.995 pistole e 234.470
fucili di vario tipo. Ci battono solo austriaci e croati! E solo per le
pistole! Per i fucili, siamo il “number 2 partner”: solo la Turchia ci batte!
Tornando negli USA,
secondo una ricerca della Harvard Univeristy[5]
condotta nel 2004, il 38% delle persone è armata. Di queste il 45% sono uomini
e l’11% sono donne. Quasi la metà, il 48% dichiara di possedere più di un’arma.
Il 64% delle persone armate possiede almeno una pistola.
I dati ci indicano,
inoltre, che gli omicidi costituiscono una sorte di strage continua, di gran
lunga superiore all’11 settembre. Sempre secondo il Rapporto del Congresso dal
1993 al 2011, in 19 anni, sono morte 332.744 persone a causa di colpi di arma
da fuoco per omicidio (non per legittimo uso delle armi) pari a circa 17.512
persone ogni anno, pari cioè a 5,88 volte le vittime (2974) dell’11 settembre. I
dati sono stati forniti dall’FBI e dalle Forze di Polizia.
Un altro capitolo
inquietante è costituito dai suicidi. I suicidi con armi da fuoco dal 1993 al
2009 sono stati 298.378, con una media di 17.551 ogni anno. Dunque, in totale,
le vittime di omicidi e suicidi sono state 35.063 ogni anno, pari a quasi 12
volte l’11 settembre.
Infine, più stragi che i
giorni di calendario: un articolo del Newsweek segnala che alla data del 20
agosto 2017, c’erano state 244 “sparatorie
di massa
”, (per ”mass shooting” si intende un evento con 4 o più vittime).
Il 20 agosto erano passati 240 giorni dall’inizio dell’anno.
Alla luce di quanto successo,
è opportuno che Donald Trump affronti la questione. E’ noto che durante la
corsa elettorale del 2016 aveva promesso con forza di difendere il Secondo
emendamento della Costituzione Usa (che garantisce il diritto degli americani a
possedere armi da fuoco) e accettato sia le donazioni della Nra (National Rifle
association, la cosiddetta lobby delle armi) – che sul tycoon ha “investito”
oltre 30 milioni di dollari – che la “vision” della lobby delle armi (per
combattere la violenza si devono armare i cittadini). Intanto, sarebbe necessario
un giro di vite sugli acquisti e sul rilascio del porto d’armi.

Antonio Salvati


[1]
https://fas.org/sgp/crs/misc/RL32842.pdf
[2]
https://www.theguardian.com/news/datablog/2012/dec/17/how-many-guns-us#state
[3]
https://www.atf.gov/file/89561/download
[4]
https://www.hsph.harvard.edu/hicrc/firearms-research/guns-and-death/
[5]
https://www.hsph.harvard.edu/hicrc/firearms-research/policy/
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