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Storie di civiltà metropolitana …

Oggi, 25 ottobre il quotidiano Avvenire narra la storia di una famiglia di origine somala, una mamma con quattro piccoli al seguito, uno dei quali di pochi mesi, sperduti e in difficoltà, nel centro della città di Isernia.
Forse in una grande città come Roma o Milano, dove i ritmi sono spesso frenetici e il fracasso di una città in perenne movimento, non avrebbe permesso ad alcuni passanti di notare questa mamma in difficoltà che cercava aiuto.
Forse questa donna non parlava bene l’italiano, o forse era solo agitata per la situazione di difficoltà, comunque, arriva una telefonata alla Questura di Isernia chiedendo di intervenire per questa famiglia in strada. La polizia arriva e parlando con la mamma, capisce la situazione: è una donna con regolare permesso di soggiorno che era arrivata dalla Finlandia, ospitata in un Centro di protezione per richiedenti asilo e rifugiati a Castel del Giudice, in provincia. Spiega agli agenti che voleva raggiungere la Prefettura per regolarizzare la posizione del neonato sul territorio nazionale. Purtroppo, al suo arrivo gli uffici erano già chiusi e non aveva i soldi per passare la notte in un alloggio, allora stava chiedendo aiuto ai passanti. 

Il racconto della donna deve aver impietosito gli agenti intervenuti, che hanno chiamato i vari centri di accoglienza del capoluogo, purtroppo, però senza l’esito sperato, di trovare una sistemazione per la notte alla famigliola…
A questo punto, gli operatori di polizia provano a rivolgersi ai membri della Comunità di Sant’Egidio e della Caritas, spiegando la situazione e chiedendo aiuto per una soluzione. Constatata l’impossibilità anche per i volontari di trovare accoglienza per la notte, i volontari decidono di pagare di tasca propria (probabilmente anche con la partecipazione degli agenti intervenuti), la cena e il pernottamento in albergo di questa famiglia, strappata con un semplice gesto ad una notte in strada. L’indomani avrebbero potuto cercare con più calma una nuova, più stabile sistemazione, qualora ve ne fosse ancora necessità.
Il racconto di una bella storia in un tempo alquanto buio, di diffidenza e carenza di solidarietà. Ma nessuna notte è troppo scura.

Germano Baldazzi
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