“Querida Amazonia”: la soluzione non è la clericalizzazione dei laici

Ieri papa Francesco ha pubblicato l’esortazione apostolica “Querida Amazonia” ed oggi molti commenti segnalano una qualche delusione – o soddisfazione – per il fatto che non vi si accenni ai “viri probati”, all’ordinazione di uomini sposati, al diaconato femminile.

Il testo papale, lontano da ogni “curva” ecclesiale vola più in alto, evidentemente, organizzato com’è attorno a quattro sogni, un sogno sociale, uno culturale, uno ecologico e uno ecclesiale, tra brani poetici e riferimenti culturali.

Bergoglio ha scelto di fare poesia? Forse ha capito che il corpo ecclesiale necessitava di tutto tranne che di una spaccatura in due. E forse ha sceltodi non immiserire un dibattito sull’evangelizzazione a un problema di sacrestia; a una questione sui ministeri ordinati.

Alcuni articoli usciti su “La croix”, il giornale del cattolicesimo francese, sottolineano come nella scelta pontificia di uscire dalla dicotomia celibato sì-celibato no ci sia la consapevolezza che la nuova frontiera dell’annuncio del Vangelo va ben oltre la clericalizzazione di alcuni laici, “meritevoli” di un tale dono.

Per mons. Lafont, vescovo di Cayenne (Guyana francese), il testo “mette in luce un bisogno molto importante, più volte sottolineato durante il Sinodo: declericalizzare la Chiesa, separare potere e ministero! Il Sinodo e il papa desiderano nuovi ministeri, ma in una Chiesa differente, che non cerca di clericalizzare i laici. […] Per Francesco non si tratta di creare nuove strutture, ma di cambiare i cuori”.

Mentre l’articolista Dominique Greiner sottolinea: “Coloro che si aspettavano che il papa aprisse la porta all’ordinazione presbiterale di uomini sposati saranno delusi. Francesco non ignora la situazione delle comunità private dell’eucaristia […]. Ma sono altre le piste che propone, come il rilancio della pastorale delle vocazioni o una nuova generosità missionaria. Soprattutto, valorizza il ruolo delle comunità di base, dei laici, e più specificamente quello delle donne, che hanno permesso alla fede di trasmettersi ‘senza che un prete passasse a trovarle; perfino per decenni’. Allora, si comprende meglio perché il papa non abbia accolto la proposta di ordinare dei ‘viri probati’. Vi vede un rischio di clericalizzazione dei laici che potrebbe, sul lungo termine, compromettere la vitalità delle comunità cattoliche dell’Amazzonia. Sarebbe una perdita non solo per quella terra, ma per tutta la Chiesa. Che ha bisogno di diversità al suo interno per stimolare l’immaginazione e ravvivare la sua vitalità missionaria. Come la Terra, anche la Chiesa, per respirare ha bisogno del suo polmone verde: e quel polmone è in Amazzonia”.

Francesco De Palma

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