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Maffeo Pantaleoni ispira la Giornata Mondiale del Risparmio

La Giornata Mondiale del risparmio che, per l’Italia si svolge ogni anno il 31 ottobre, è legata al nome di un importante economista italiano, Maffeo Pantaleoni. Lui, nel 1924 ne ispirò l’istituzione nel corso di un intenso discorso che pronunciò in occasione di un congresso all’Istituto Internazionale del Risparmio.

Al simposio, parteciparono le Casse di Risparmio di 26 Paesi del mondo, riunite allo scopo di studiare strumenti e mezzi per la raccolta e per la difesa del risparmio.

Il risparmio fu proposto come base dell’educazione non solo economica della società, ma in quanto disciplina fondamentale per il benessere di tutta la comunità, per un uso avveduto – sia personale che sociale – delle ricchezze.

Nella comunanza di tali ideali e progetti, il giorno finale del Congresso, i paesi partecipanti fissarono nel 31 ottobre di ogni anno il “giorno del risparmio”. Non come data di chiusura o di riposo finanziario, bensì di lavoro e di atteggiamento ispirato all’ideale del risparmio. Con l’auspicio di diffondere l’esempio, mediante la parola, con l’esempio e con sani principi. Nacque, così, la Giornata Mondiale del Risparmio. 

Le attività di promozione del valore e delle “virtù” del risparmio crebbe di intensità, con un ricorso crescente verso il rispetto delle regole, ma anche di attenzione alla comunicazione. In Italia il fenomeno assunse una dimensione ancora più rilevante per quantità e qualità. E le famiglie per decenni hanno avuto la voce ‘risparmio’ predominante nei loro bilanci: proprio come formichine che portavano le provviste nel proprio covo prima dell’incedere dell’inverno.

Il Presidente Mattarella, ricordando l’approssimarsi dell’evento, ha detto senza tanti giri di parole, che è importante soffermarsi un giorno a riflettere su come sull’etica del guadagno e del risparmio, pensando anche a chi non riesce o non ce la fa:

Viviamo in una crisi profonda che richiede iniziative urgenti per salvaguardare il futuro”, ha chiosato.

In effetti, la fotografia attuale dell’Italia è di una paura diffusa, se uniamo la crisi economica attuale alla paura per il contagio. Il Presidente constata che

la situazione di paura e di incertezza sta bloccando i consumi e i cittadini risparmiano anche più di prima, poiché hanno una fosca visione del futuro”.

Proprio per le chiusure anticipate dei negozi, stabilite dai DPCM, oltre ai “lockdown”, in alcune grandi città le persone, loro malgrado, non potendo uscire, nemmeno hanno potuto spendere! Così il risparmio è cresciuto.

Nella prosecuzione del suo intervento, Mattarella ha aggiunto che, se il risparmio di oggi verrà accantonato nelle giuste misure, al cessare della pandemia, esso potrà favorire una rapida ripresa dei consumi, come degli investimenti.

Purtroppo, c’è anche un risvolto della medaglia, perché c’è chi può e risparmia più del solito, ma c’è pure chi, invece, vede prosciugare i propri risparmi. Ciò, a causa della pandemia che costringe a casa – senza la possibilità di lavorare – tantissimi lavoratori, in particolare quelli con poche garanzie sociali, perché piccoli imprenditori, negozianti o persone che vivono di piccoli lavoretti alla giornata.

Dal governo italiano ed europeo sono arrivate delle pronte risposte: si tratta di verificare se le risorse stanziate e distribuite saranno sufficienti ed adeguate per risollevare l’economia di dei lavoratori che vivono del guadagno giornaliero e che è precipitata in uno stallo senza precedenti.

Germano Baldazzi

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