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“Insieme i cittadini europei hanno la forza di rendere il mondo un posto migliore”

Sull’aereo che lo riportava in Italia dalla Romania, qualche giorno fa, rispondendo a una domanda sull’Europa, papa Francesco ha citato come un “gioiello” – “E’ un gioiello, un gioiello vostro, tedesco. Un gioiello. Leggilo e troverai cose” – il discorso del borgomastro di Aquisgrana in occasione del conferimento allo stesso Bergoglio del Premio ‘Carlo Magno’ 2016. 


Eccone qui alcuni passaggi: “Il successo del cammino di unificazione europea è notevole: […] Eppure oggi ci sentiamo impotenti. [..] Tuttavia, le soluzioni a tali questioni esigono un fondamento che oggi non è più del tutto presente. Questo fondamento è la consapevolezza comune dei valori europei e degli insegnamenti tratti dalla storia di un continente coinvolto per secoli in guerre. […] L’erosione delle fondamenta culturali e morali in Europa è spaventosa. Avremmo potuto riconoscerlo già molto tempo fa: gli slogan estremisti di destra e le strutture di rinazionalizzazione si stanno facendo largo nella società, il nuovo modo di trattare con i media sta mettendo in ombra in gran parte la realtà. Il comportamento consumistico della ricca Europa è vergognoso, in parte distruttivo. E improvvisamente la globalizzazione bussa alla nostra porta. Ha un volto, e ha un aspetto diverso da quello che pensavamo mesi fa. Ci guarda e ci parla di paura, sfollamento, povertà, fame, malattie, guerra e morte. È il volto di una persona, sono i volti di molte persone. Non è più possibile guardare da un’altra parte. L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità globali. Ciò non significa essere in grado di risolvere ogni problema a livello mondiale o essere responsabili della sua comparsa, ma significa vivere l’umanità. Questo da solo è un compito così grande che possiamo realizzarlo solo insieme o non lo facciamo affatto. […] Papa Francesco è una grande fortuna per questo difficile cammino per l’Europa. Il Santo Padre guarda l’Europa dalla prospettiva dell’emisfero meridionale e vede chiaramente e senza il velo della prosperità come il supremo pastore della comunità mondiale della Chiesa cattolica il nostro continente distorto e contraddittorio. […] Non siamo forse il continente più forte del mondo, economicamente forte, innovativo, ricco di cultura, ricco di standard sociali e il luogo di rifugio più ricercato? […] I muri e le recinzioni non risolvono i problemi in modo permanente. […] Essere all’altezza di questa responsabilità non va affidato a strutture anonime, ma piuttosto riguarda le persone nel loro intimo, nel loro atteggiamento, nel loro agire quotidiano, riguarda ogni individuo politicamente attivo o no, giovane o vecchio, ovunque in Europa. Le opportunità di apportare contributi di solidarietà sono distribuite in modo disuguale, ma insieme i cittadini europei hanno la forza di rendere il mondo un posto migliore“. 

Per chi volesse invece leggerlo nella sua interezza, ecco il link all'”Osservatore Romano”, che ne ha pubblicato di recente una propria traduzione dal tedesco. 

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