Ancora sui Fridays for Future …

L’altro ieri s’è svolta la manifestazione conclusiva della Global Strike for Future in oltre 180 città italiane per complessivi un milione di partecipanti. Solo a Roma s’è registrata la partecipazione di quasi 200mila persone.
Nel mondo, stesso metro di partecipazione in 26 altri Stati del mondo. Si calcola che siano scese in piazza circa 4 milioni di persone nel mondo.
L’altro ieri mattina, anche io molto incuriosito, ho avuto il piacere di accompagnare mio figlio che frequenta la terza media, assieme ad un su compagno di classe alla manifestazione. A noi si sono uniti la figlia di una nostra amica, anch’essa in età delle medie. Infine, mentre ci dirigevamo verso piazza della Repubblica, a Roma, abbiamo incontrato due compagni di classe di mio figlio, alla scuola elementare, loro insieme ad una loro professoressa di scuola che aveva raccolto la partecipazione di due classi quasi complete.
Un piccolissimo, quanto vario campione dell’enorme partecipazione registrata ieri alla manifestazione.
Giunti alla piazza dell’appuntamento con una mezzora d’anticipo, la piazza era in parte già affollata di ragazzi raccolti in gruppi, che srotolavano striscioni, alcuni seduti in terra a scrivere e colorare cartelloni da esibire durante la manifestazione, altri a cantare slogan per la natura e il mondo. 

I colori e la fantasia sono stati dei buoni compagni di questa giornata: una giovane liceale camminava con sulla testa un cartellone su cui si poteva leggere “Stiamo saltando le lezioni per darne una a voi”. Poi alcuni ragazzi delle scuole medie avanzavano con cartelli colorati: “Il clima sta cambiando, perché noi no?”. Un altro recitava: “Save our Future, save our dreams, save our World”.
Un altro, più caustico, ma ad effetto, recitava: “Roma non bruciava così dai tempi di Nerone!”
Un ragazzone trascinava un srotolava il seguente più amaro messaggio: “Se il clima fosse una banca, lo avrebbero già salvato!”
Vi era anche la partecipazione di adulti ed anziani, ma non tutti legati ad eventuali figli o nipoti. C’erano persone anziane che fanno parte di quelli che il pomeriggio si incontrano nei centri anziani per giocare o ballare. Uno di loro era intento a guidare i gruppi di ragazzi che affluivano in massa verso la piazza, come fosse un vigile urbano nel traffico, ma invece della divisa indossava un cartellone con su scritto: “Care/cari nipoti sono con voi per il vostro futuro sulla terra”. Più avanti, un altro gruppo di persone adulte con tanti anziani issava la seguente scritta: “Noi anziani vogliamo un mondo migliore per i bambini del futuro”, con sotto il disegno di un bimbo che reggeva il pianeta.  
Nel nostro paese la manifestazione ha prodotto un passo in avanti: il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa ha affermato che spera di riuscire ad emanare un decreto legge entro il prossimo 3 ottobre: “Sarà un decreto legge perché l’emergenza climatica ormai la riconosciamo tutti. Se c’è un’emergenza climatica c’è anche un’emergenza legislativa; e il decreto legge è un decreto di urgenza, fermo restando che poi il Parlamento lo può arricchire”.
Si attendono le decisioni dei diversi governi coinvolti dalle pacifiche proteste dei cosiddetti “gretini” (termine derivato dai partecipanti al movimento iniziato da Greta Thunberg) che hanno affollato tante piazze del mondo.
Le principali richieste della protesta sottoscritte nella Dichiarazione di Losanna sul clima, il testo redatto al termine del vertice del movimento Fridays For Future, sono fondamentalmente tre:
1.     Contenere l’aumento della temperatura media globale entro gli 1,5°C rispetto al livello pre-industriale;
2.    Garantire la giustizia climatica nel rispetto dell’equità;
3.    Seguire la scienza più autorevole e unita attualmente disponibile.
L’altro ieri i giovani hanno dato una grande scossa al mondo e alla società, con delle richieste pressanti e ineludibili. Il tempo a disposizione diminuisce, i giovani sperano che presto i governanti e i potenti cambino le politiche e tutti ci impegniamo in stili di vita più sobri e salutari, per l’ambiente e per noi.

Germano Baldazzi
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