Economia circolare, presente e futuro

L’Auditorium Parco della Musica ha ospitato l’evento “ECONOMIA CIRCOLARE”, con esperti del settore, persone interessate e studenti. Spiegando una teoria che dovrà divenire pratica nei prossimi anni: se la Terra è tonda, e se noi girassimo intorno al pianeta, tutto ritorna, allora perché non si può dire lo stesso di ciò che produciamo ed utilizziamo nel pianeta? 

Magari, sotto forma diversa, trasformato, lavorato, come se fosse una nuova materia prima.
L’esempio è molto semplice, per i ragazzi della scuola primaria, ma l’evento in svolgimento oggi riguarda tutti: infatti, l’economia circolare è un modello di produzione, di consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti, il più a lungo possibile. Si tratta un po’ di ritrovare l’abitudine che avevano i nostri nonni, i quali, se avevano un vestito vecchio, un tegame usurato, lo utilizzavano fino alla fine, fino a quando diveniva inservibile. Alla faccia della moda o dello sviluppo consumistico, che negli anni dell’ultima guerra e in quelli successivi, la crisi consigliava risparmio e riutilizzo.
Ne hanno parlato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Con loro, hanno preso parte alla discussione aziende, scienziati ed esperti, tra cui Michael Braungart, chimico, una sorta di guru dell’economia circolare, ed Enrico Giovannini, economista, statistico e accademico italiano. Presenti molti studenti delle scuole di ogni ordine e grado.
Tornando all’esempio iniziale, per chiarire meglio il senso dell’economia circolare: oltre al riutilizzo perenne delle stesse materie prime, trasformate, è interessante ascoltare anche lo studio sulla ricaduta per l’ambiente. Infatti, con l’Economia Circolare si estenderà il ciclo di vita di ciò che si produce, riducendo al minimo la quantità di rifiuti prodotti e l’emissione di gas serra per la produzione di nuova materia prima.
Questo nuovo modello economico vorrebbe soppiantare il modello lineare estrarre-produrre-utilizzare-gettare. Ma le risorse del pianeta non sono infinite. Ormai siamo in grado di stimare il patrimonio risorse utilizzabili del pianeta per ciascun anno, senza andare prima di andare ad intaccare le risorse, che per il 2019 è fissato il 29 luglio: da quel giorno in poi andiamo ad intaccare le riserve future. Questo perché le risorse del pianeta non sono perenni e il pianeta ha bisogno di tempo per produrre materie prime come risorse che potremo utilizzare.

Germano Baldazzi
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