“Seduto in quel caffè io non pensavo a te …”

Inizia così così uno dei primi successi di Lucio Battisti cantante, con i testi dell’autore Mogol (alias Giulio Rapetti), pubblicato il 29 settembre 1967. 
In memoria di questo sodalizio, proprio il 29 settembre la Sony Music ha confermato che si potranno ascoltare nuovamente gli album più famosi, in seguito alla decisione di Editore Acqua Azzurra di riaffidare alla SIAE il mandato per la diffusione delle sue canzoni sulle piattaforme online di streaming e download.
Quindi, dopo un’annosa controversia con la famiglia, è finalmente giunto l’annuncio che si attendeva: le canzoni di Lucio Battisti, ormai patrimonio culturale del paese, potranno far parte oltre che della memoria collettiva, ma anche continuare ad essere trasmesse. 

Tutto iniziò circa dieci anni, quando la moglie di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronesi, revocò il mandato sull’utilizzo della discografia del grande cantante alla Società degli autori e degli editori, presieduta proprio dall’autore Mogol, per affidarlo invece al figlio Luca.
L’accordo è stato trovato e tornano ad essere disponili e fruibili i titoli: “I giardini di Marzo”, “E penso a te…”, “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Non è Francesca”, “Ancora tu”, “Il mio canto libero”, solo per dare alcuni dei suoi titoli più famosi, realizzati nel corso del lungo sodalizio con Mogol.
Invece, al momento, manca la disponibilità per i titoli delle canzoni scritte con Pasquale Panella, legati all’Editore Aquilone, il quale che non ha ancora dato mandato per la diffusione sulle piattaforme libere.
In particolare, trattasi di cinque album scritti da Battisti con Panella nel periodo che va dal 1986 al 1994, tra cui i titoli da “Don Giovanni” ad “Hegel”, sempre per problemi legati alla gestione dei diritti.
Si auspica a breve una risoluzione dei problemi anche con questa casa discografica per mantenere viva la memoria di canzoni che hanno fatto cantare per decenni intere generazioni di giovani, adulti e… molto adulti!

Germano Baldazzi
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