Se questi sono uomini …

La situazione dei senzatetto negli USA è stata sempre una vera e propria emergenza che riguarda milioni di cittadini.

Spesso si tratta di persone con problemi mentali o alle prese con dipendenti da alcol o droga, ma per la maggior parte, sono singole persone o intere famiglie con problemi economici.

L’epidemia di Coronavirus è arrivata anche in alcuni stati degli USA, e sono migliaia le vittime. Si calcola che i decessi dovuti al Covid-19 siano maggiori di quelli causati nell’attentato dell’11 settembre 2001. Alcuni governatori hanno preso alcune iniziative per contrastare la pandemia.

Ma alcune decisioni hanno lasciato perplessi l’opinione pubblica per le decisioni e le modalità di intervento.

Papa Francesco, tra l’altro, in occasione della messa che ogni mattina celebra alla casa Santa Marta, ha pronunciato una preghiera proprio per ricordare ed aver memoria di tantissimi senzatetto negli Stati Uniti. Ha detto: “Questi giorni di dolore e di tristezza evidenziano tanti problemi nascosti. Sul giornale, oggi, c’è una foto che colpisce il cuore: tanti senzatetto di una citta sdraiati in un parcheggio, (…) ci sono tanti senzatetto oggi. Chiediamo a Santa Teresa di Calcutta che risvegli in noi il senso della vicinanza a tante persone che nella società, nella vita normale, vivono nascoste ma, come i senzatetto, nel momento della crisi, si evidenziano così”.

La foto a cui il Papa si riferiva è della ricca città di Las Vegas, dove vi è una disparità economica e sociale enorme: si possono vedere i numerosi casinò, ma anche gruppi di persone che sono senza casa. L’amministrazione cittadina aveva pensato – per separare i clochard che tendevano ad assembrarsi in gruppo – di delimitare gli spazi per dormire in terra utilizzando le strisce dei parcheggi per le auto del Cashman Center di Las Vegas. Una misura, quest’ultima, che aveva giustamente suscitato molte perplessità, critiche ed indignazioni sui social e sulla stampa. Ai senzatetto così “sistemati”, non venivano forniti neanche materassini o coperte per ripararsi dalle fredde notti all’aperto. Si tratta di circa 500 persone che erano state ospitate da strutture dell’associazione benefica “Catholic Charities”, ma avevano perso il loro rifugio quando s’era verificato nei locali, un caso di contagio da Coronavirus e la conseguente sanificazione dei locali aveva costretto gli ospiti ad andarsene. Purtroppo, l’unica alternativa proposta loro era stata quella di un piazzale aperto. Eppure, anche una soluzione così drastica poteva essere attuata meglio: mettendo a disposizione un parcheggio coperto. Ma, oltre a ciò, la città avrebbe a disposizione migliaia di posti letto in alberghi vuoti ed inutilizzati, ma al momento, non si è riusciti a trovare un accordo per una sistemazione dignitosa e salubre per così tante persone.

La situazione dei senzatetto purtroppo non potrà che peggiorare, poiché aumenteranno le persone senza lavoro. Con il diffondersi del virus, gli esercizi commerciali chiuderanno e la circolazione delle persone diminuirà. Di conseguenza, anche gli acquisti e i consumi si rarefaranno. Diversi esercizi commerciali, a causa della riduzione dei consumi, saranno costretti a chiudere, così anche le agenzie di servizi. La mancanza di lavoro impoverirà ancora di più e aumenteranno coloro che non potranno più permettersi una casa.

Sono tante le città che sono state costrette a chiudere servizi per i più poveri: anche a Detroit i centri in cui si ospitavano i poveri e dove erano allestite mense e servizi per i senzatetto sono stati costretti a spostare tutti i servizi in strada, ma hanno chiuso le docce, la lavanderia e gli ambulatori clinici. Rimangono, con le dovute misure di sicurezza, il servizio di distribuzione di bevande calde e la distribuzione di pasti caldi a portare via.

Anche a Baltimora si è compiuta la medesima scelta, organizzando un servizio di pasti preconfezionato per più di 700 persone al giorno. Purtroppo, alle difficoltà per evitare il contagio si aggiunge anche quella di una minor partecipazione di volontari, ai quali è stato chiesto di non partecipare più alle distribuzioni per paura di accendere ulteriori focolai di virus.

Il rischio e la paura del contagio sono molto elevati e, in un tempo in cui la “cultura dello scarto” è forte e prende piede in tempi ordinari; oggi, che ci troviamo ad affrontare una emergenza, si taglia ancora di più e ai poveri resta “lo scarto” dello scarto. In questo caso, due metri quadrati di asfalto disegnato per terra.

Germano Baldazzi

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