Giovanni Paolo II: “Vi ringrazio”

Furono tra le ultime parole pronunciate da Karol Wojtyla, al termine della sua vita, il 2 aprile del 2005. Poco prima disse ai suoi collaboratori che erano accanto, e al suo medico personale: “Lasciatemi andare alla casa del Padre”.

Eletto al soglio pontificio il 16 ottobre 1978, è stato per Papa per 27 anni, uno dei più lunghi pontificato della storia. Veniva da “Oltrecortina”, cioè dalla cattolicissima Polonia governata dai comunisti filo-sovietici. Fu un inaspettato colpo per il regime sovietico, che con il tempo si rese conto, non tanto “di quante armate disponesse il Papa”, ma di essersi aperta una breccia nella cortina di ferro, con la nomina del papa polacco.

Si parlò molto del ruolo politico che ebbe il pontificato di Giovanni Paolo II, ma in realtà lui era un pastore, un mistico, uno spirituale, credeva nella forza della preghiera!

Ebbe uno straordinario rapporto con i giovani: in moltissimi sono rimasti affascinati dal suo carisma. Fu lui ad inaugurare nel 1985 le “Giornate Mondiali della Gioventù”, una grandissima occasione di ritrovo per i tantissimi giovani cattolici (ma non solo) che si danno appuntamento in milioni, da paesi diversi per pregare insieme e con inevitabili momenti di convivialità e condivisione.

Giovanni Paolo II è stato un Papa che ha dialogato sempre con tutti: con la gente comune, con i capi di stato, con la società, attraverso i tantissimi viaggi compiuti in ogni parte del globo. Ha compiuto 104 viaggi pastorali fuori dall’Italia, più altri 147 in Italia recandosi in visita anche diverse volte in alcuni particolari luoghi. Visitò tutte le parrocchie di Roma almeno una volta.

Un Papa che ha girato al mondo anche per affermare il rispetto dei diritti umani, l’appello all’unità del genere umano, la pace come l’unica via possibile. Giovanni Paolo II, con un gesto unico e straordinario, è riuscito a convocare i responsabili delle maggiori religioni del mondo per pregare per la pace, ad Assisi nell’ottobre del 1986, quando il mondo era ancora contrapposto e diviso in due blocchi e si correva il rischio di un conflitto nucleare. Le religioni erano chiamate a svolgere un ruolo importante al servizio dell’umanità: esse dovevano sostenere un discorso comune attorno a valori fondamentali come quello della pace.

Giovanni Paolo II venne innalzato agli onori dell’altare con grande rapidità.

Papa Benedetto XVI non ha mai mostrato dubbi sulla santità del suo predecessore, del quale era stato collaboratore per quasi un ventennio. Il giorno dei funerali di Giovanni Paolo II, con le immagini indimenticabili della bara del Santo Padre e le pagine mosse dal vento della Sacra Scrittura poggiata da rito sopra la bara, si potevano udire prima, dopo e nel corso della cerimonia, i cori in ricordo del Santo Padre scomparso e leggere uno striscione che riportava uno slogan forte e chiaro: “Santo subito”!

In effetti, in tutto il mondo aveva fatto grande impressione, la morte di “Giovanni Paolo II il Grande”, come anche l’ininterrotto pellegrinaggio alla sua tomba. Il giorno del suo funerale quasi tutto il mondo si era fermato a seguire le commosse esequie, ed aveva mostrato come tra i diversi popoli era già chiara la sua fama di santità, per la fede, la predicazione, l’operato, gli incontri, le visite, pellegrinaggi e tutto il suo instancabile operato.

Nell’ottobre 2010 i medici della consulta della Congregazione per i Santi avevano dichiarato “inspiegabile la guarigione dal Parkinson di una suora francese”, le cui consorelle avevano pregato ed invocato una grazia da Giovanni Paolo II da poco defunto, e il 14 dicembre 2010 i teologi avevano ratificato la decisione della “venerabilità”. Nel 2011 Papa Benedetto XVI lo rendeva beato e il 27 aprile 2014, al termine del processo, era canonizzato da papa Francesco, insieme a Giovanni XXIII, con una cerimonia nel corso della Domenica della Misericordia.

Germano Baldazzi

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