fbpx

Premio Balzan per… la cura dell’ambiente!

La Fondazione Internazionale Premio Balzan, dal 1956 assegna annualmente 4 premi nello spazio di due diverse categorie: l’una fra lettere, scienze morali e arti; l’altra fra scienze fisiche, matematiche, naturali e medicina

In realtà, le discipline premiate variano ogni anno, con l’idea di stimolare filoni di studio e di ricerca innovativi. Lo scopo statutario del Premio Balzan è l’incoraggiamento della cultura e delle scienze verso tutti i campi della conoscenza, valutando anche filoni di studio specifici, innovativi, o tralasciati in altri premi.

Oltre a ciò, ogni quattro anni circa, si assegna anche un ulteriore premio per chi si distingue per la cura o il lavoro verso la pace, la fratellanza tra i popoli, o per il bene dell’umanità.

Di solito, nel mese di settembre si annunciano i vincitori; nel mese di novembre si procede con la tradizionale cerimonia per la consegna dei premi

Il riconoscimento, oltre al grandissimo prestigio e rilievo internazionale che porta con sé, superato – forse – solo dal Premio Nobel, assegna ai prescelti la cifra di 750mila Franchi svizzeri. Metà del premio deve, come da recente disposizione, essere impiegato per lo sviluppo di nuovi progetti di ricerca, finanziando o sostenendo le idee di giovani studiosi e ricercatori.

Con l’intenzione di accordare particolare rilievo alla tematica ambientale, il Premio Balzan quest’anno premia chi ha cura del pianeta. Infatti, ben tre dei quattro vincitori sono scelti tra chi è impegnato al sostegno, alla cura e allo studio nel campo della ecologia.

È stata premiata Susan Trumbore, scienziata e docente universitaria statunitense, per la “Dinamica del sistema Terra”.

Il comitato, così, esplica la scelta:

“Per il suo eccezionale contributo allo studio del ciclo del carbonio e dei suoi effetti sul clima, avvalendosi in modo pionieristico delle misurazioni di radiocarbonio nella ricerca sul sistema Terra”.

Anche il francese Jean-Marie Tarascon, chimico e professore universitario presso il College de France, è stato premiato per il suo lavoro verso la cura dell’ambiente: in particolare, nel campo della scienza dei materiali impiegati per le energie rinnovabili.

Nelle motivazioni possiamo leggere:

“Per i suoi eccezionali contributi alla ricerca di base e applicata nel campo dell’accumulazione elettrochimica di energia elettrica. Per i suoi lavori, che rapidamente hanno reso disponibili batterie agli ioni di litio per veicoli elettrici, e migliorato la capacità di gestire l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili intermittenti. Per la sua spinta allo sviluppo di batterie agli ioni di sodio, rispettose dell’ambiente”.

Vi è un riconoscimento anche per lo spagnolo Joan Martinez Alier, economista, sostenitore dell’economia ecologica e della decrescita sostenibile. Docente dell’Università autonoma di Barcellona, è stato premiato per il suo studio nell’ambito della correlazione tra ambiente ed economia. La motivazione addotta, recita:

“Per la qualità dei suoi apporti alla fondazione dell’economia ecologica, la sua analisi pionieristica delle relazioni tra ambiente ed economie, il suo approccio interdisciplinare e comparativo alla diseguale distribuzione delle risorse ambientali e il suo ruolo attivo nella promozione della giustizia ambientale”.

Infine, il brasiliano Antonio Augusto Cançado Trindade, giudice con un validissimo curriculum alle spalle, viene premiato per la sua opera in difesa dei diritti umani. Oggi, è membro della Corte di Giustizia dell’Aja.

Il Comitato ha così spiegato:

“Per i fondamentali contributi sia teorici che giurisprudenziali alla definizione e alla formazione di un ordine giuridico planetario nel quale l’intera umanità deve costituire il soggetto di un diritto internazionale aperto ai ricorsi individuali e capace imporsi anche nei confronti degli Stati nazionali”.

Il comitato del Premio Balzan quest’anno ha quindi valorizzato chi ha avuto cura del pianeta. Tra le 70 discipline in cui, fino ad oggi, i candidati si sono distinti e sono stati premiati, l’ambiente non aveva ancora mai ricevuto una simile centralità.

Questo è un segno positivo per l’attenzione che aumenta verso la cura del pianeta. Una cura che deve necessariamente riguardare ciascuno di noi, perché tutti abbiamo in comune e abitiamo lo stesso pianeta!

Germano Baldazzi

Facebooktwitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *