fbpx

29 ottobre 1945: le penne a sfera iniziano a… scrivere!

Fiumi, oceani potrebbero essere riempiti con tutto l‘inchiostro delle penne a sfera che, dal giorno della loro invenzione, 75 anni orsono, fino ad oggi è stato utilizzato per scrivere su miliardi di quaderni e libri!

L’esordiva Il 29 ottobre 1945, quando la prima penna a sfera compariva in un grande magazzino di New York, al prezzo di $12,50.

Fino ad allora, si utilizzavano penne ricavate dalle piume d’oca, con l’aggiunta di un pennino alla sua estremità. La siffatta penna si intingeva in un calamaio con l’inchiostro. Ma, le prime penne avevano un grave inconveniente: si doveva lasciar asciugare l‘inchiostro per evitare di sporcarsi, o di compiere sbavature, rendendo illeggibile quanto si era scritto.

Così, l’invenzione della penna a sfera arrivava a semplificare non di poco lo strumento della scrittura, rendendola molto più fruibile e rapida.

In un giorno del 1938, il giornalista ungherese László József Bíró, osservando rotolare una palla che usciva da una pozzanghera, notava che essa lasciava una scia sulla strada. Bíró pensò che questo principio potesse valere anche per l’inchiostro.

Lui aveva fatto della scrittura il suo lavoro: era redattore in una rivista della sua città, oltre che pittore. Ma, provava fastidio per le macchie, non amava sporcarsi le mani. E proprio per questo nutriva avversione per la penna stilografica che utilizzava, ma che lasciava sempre un segno del suo passaggio: orribili macchie e sbavature!

La sfera che aveva visto rotolare lasciando una scia al passaggio, lo fece riflettere. E se sostituiva l’inchiostro liquido dei calamai con quello delle rotative per la stampa dei giornali, molto più vischioso?

Rimaneva da risolvere il problema di un notevole attrito della penna con la superficie su cui scrivere. Ma, ecco, l’illuminazione decisiva: la palla che rotolava e lasciava una scia uniforme! Certo, doveva inserire all’interno della punta della penna una piccola pallina metallica che permettesse la distribuzione omogenea dell’inchiostro!

Con l’aiuto del fratello Gyorgy, Laszlo nel 1938 arrivava alla definitiva realizzazione della penna a sfera e ne chiedeva il brevetto. Purtroppo, erano anni difficili, con la seconda guerra mondiale alle porte; così, essendo di origini ebraiche, i fratelli si vedevano costretti a fuggire a causa delle leggi razziste che venivano introdotte nell’Europa controllata dai nazisti. Inizialmente erano fuggiti in Spagna, poi in Francia ed infine, riuscivano a riparare in Argentina.

L’idea di Biró era valida, ma aveva bisogno di esperti per renderla perfettamente funzionante. Infatti, affinché la penna scrivesse in modo uniforme, senza sbavature e l’inchiostro si stendesse senza irregolarità, era necessario realizzare una pallina metallica di fattezze precise. Dopo diversi tentativo, una ditta svizzera riuscì a soddisfare le richieste dell’inventore.

Rimaneva da risolvere il problema della giusta viscosità dell’inchiostro. Inizialmente se ne occupò il fratello di Bíró, György, e dopo una serie di sperimentazioni, insieme arrivarono a trovare la miscela ideale.

I costi di produzione della siffatta invenzione erano piuttosto elevati e la penna a sfera risultava un prodotto d’élite. I fratelli Bíró decidevano di cedere il brevetto al barone italiano naturalizzato francese Marcel Bich. Anche lui, dopo prove e studi, realizzava la penna a sfera abbattendo i costi di realizzazione fino al 90%.

Così, Bich rendeva la nuova penna fruibile a tutti, sia per il prezzo che per maneggevolezza. Con l’operato di Bich, la nuova penna pratica ed economica si diffuse rapidamente in tutto il mondo.

La prima penna a sfera era presentata ufficialmente all’inizio del 1945, in Argentina, con il soprannome di Eterpen, ed iniziava ad essere conosciuta come un prodotto di una certa fattura. Quando la penna veniva associata al nome di Bich iniziava la sua diffusione e la sua fortuna cresceva a dismisura.

László Bíró, invece, moriva povero a Buenos Aires il 24 novembre 1985. L’unico riconoscimento ufficiale lo riceveva in Argentina: infatti, il paese che lo aveva accolto da profugo durante la guerra, celebra il “Giorno degli inventori” nel giorno del suo compleanno, il 29 settembre.

Germano Baldazzi

Facebooktwitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *