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Un ricordo diverso per salutare Gigi Proietti

Addio al maestro di teatro e grande uomo di spettacolo Gigi Proietti, morto nella mattina del suo ottantesimo compleanno.

Purtroppo, non è stato un “coup de téâtre” di quelli che ormai ci aveva abituato nella sua grande e spettacolare carriera durata più di cinquanta anni! Invece, è stata la tristissima notizia con cui, ieri, si sono aperti i notiziari.

Invece di tessere le lodi di un grande mattatore dello spettacolo che, con i suoi mille sketch e barzellette hanno arricchito e colorito il linguaggio di molti romani e non solo, ci ritroviamo a ricordare i suoi “Cavalli di battaglia”, ma senza di lui.

Non tutti sanno che Gigi Proietti compì una “mandrakata” anche nella vita… quando in occasione delle festività natalizie 2015 pensò di andare dai detenuti nel carcere di Rebibbia, a Roma:

Mi è venuta voglia di fare una mandrakata per tutti loro, perché vivano qui dentro al meglio”, disse infatti ai giornalisti che gli domandarono conto di questa scelta.

In effetti, i detenuti furono molto calorosi con lui, per la sua scelta di dedicare un giorno in cui più semplicemente ci si dedica alla famiglia e alle proprie cose, di passarlo con chi non avrebbe avuto nessuno o quasi, con cui festeggiare.

Era il 5 gennaio del 2015, giorno in cui la Comunità di Sant’Egidio aveva organizzato un pranzo speciale proprio per festeggiare il Natale con chi le sente come un peso in più da sopportare, perché più ancora più soli. La Comunità contattò alcuni personaggi dello spettacolo per coinvolgerli in occasione del pranzo e Gigi Proietti fu il primo ad accettare, con entusiasmo.

Il giorno previsto giunse molto presto, prima dell’orario previsto, proprio per approfittare pienamente dell’occasione, per viverla appieno.

Chiese ed ottenne di visitare i locali dell’istituto penitenziario. E durante il pranzo chiese ed ottenne di sedersi con i detenuti, mangiando e discorrendo con alcuni di loro, per ascoltare con interesse i loro racconti e conoscere le loro storie.

Sentì i racconti, da quelli dei detenuti a quelli del personale, fino ai volontari della Comunità di Sant’Egidio a cui chiese conto dell’organizzazione del pranzo, rimanendo ammirato dal sapere della gratuità con cui era stato tutto organizzato.

In particolare, rimase colpito dalla storia di Marco, all’epoca scrittore esordiente, a cui regalò il suo primo volume, che era stato appena edito. Una storia che lo commosse l’attore e mostrò in lui una sensibilità di un uomo che capì e si fece toccare delle difficoltà e dai drammi degli altri.

Al termine del buon pranzo, adeguatamente arricchito con i tipici dolci natalizi, alcuni hanno chiesto a Gigi Proietti di esibirsi con uno dei suoi pezzi di “Febbre da Cavallo”, ma con garbo si sottrasse.

In effetti – disse – non è proprio il luogo più adatto per parlare di ladri e truffatori!

Il pranzo si concluse con i dolci tipici e con il brindisi e il maestro fece gli auguri a tutti con la sua proverbiale e romana simpatia.

Germano Baldazzi

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