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Un villaggio globale ricco di disuguaglianze

Un recente rapporto Oxfam segnala l’inarrestabile crescita della disuguaglianza globale.
Le 85 persone più ricche del mondo possiedono un ammontare di denaro pari a quello detenuto dai 3,5 miliardi più poveri. L’1% delle famiglie del pianeta può contare sul 46% della ricchezza mondiale. Sette persone su dieci vivono in paesi dove la disuguaglianza economica è cresciuta negli ultimi tre decenni.
Queste cifre riassumono efficacemente l’intero rapporto, dal titolo “Working for the few. Political capture and economic inequality”, preparato in vista del World Economic Forum di Davos. E sono di per sé una denuncia. Tanto della disuguaglianza che attraversa il nostro villaggio globale, apparentemente uniforme, standardizzato, connesso da un global English sempre più pervasivo; eppure sempre più spezzettato, irriducibilmente diviso da muri e da fossati. Quanto della capacità dei detentori del denaro di influenzare la politica e le politiche, di muovere i legislatori secondo il proprio particolare interesse.
Per cambiare tutto questo il rapporto offre una rosa di soluzioni volte a promuovere più equità: la fine dei paradisi fiscali, una tassazione maggiormente progressiva, politiche salariali redistributive. Ottime strade, che devono però accompagnarsi al diffondersi della coscienza di quanto sia ingiusto - e alla fin fine pericoloso per tutti - un mondo del genere.

Francesco De Palma
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