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Famiglia: Riccardi, ottanta milioni di euro per il sostegno alle famiglie

In un tempo di austerità e di tagli alle spese, l’approvazione del Piano nazionale per la Famiglia è un fatto storico, secondo  Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione e l’Integrazione. “In questo momento dobbiamo aiutare la Famiglia perché su questa si scaricano troppe responsabilità. Finora gli interventi per la Famiglia sono stati molto frammentati e oggi per la prima volta nella storia italiana è stato approvato il Piano nazionale per la Famiglia” ha spiegato il Ministro che ha anche la delega alla Famiglia. Il Piano, preparato da Riccardi, è stato approvato dalla conferenza unificata Stato-Regioni, in accordo quindi con i Comuni, Regioni e Province e vuole essere “un’inversione di tendenza” nelle politiche per la famiglia, come ha dichiarato il Ministro, per “dare un segnale: siamo vicini alle famiglie in un momento di difficoltà”.
In Italia, secondo Riccardi, “scontiamo una storia di disattenzione alla Famiglia che comincia negli anni della prima Repubblica quando la Famiglia veniva considerata qualcosa di naturale che non andava sostenuta”. Come trovare i fondi in tempo di austerità di conti pubblici ? Il Ministro non ha nascosto una certa difficoltà nel reperimento delle risorse, quando ha sottolineato di aver “lavorato e faticato per dragare in tutti i modi le risorse necessarie, ma l’abbiamo fatto perchè crediamo che la famiglia vada aiutata”. Lo sforzo ha permesso di sbloccare  45 milioni di euro che si vanno a sommare ai 25 milioni già sbloccati lo scorso due febbraio e agli ulteriori 11 milioni erogati nel quadro del ‘fondo per le politiche della famiglia per il 2012. Ottantuno milioni complessivi, destinati principalmente al sostegno degli asili nido e degli anziani, ma anche, come ha precisato Riccardi: “ad altri interventi sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, interventi a sostegno della genitorialità, per i nonni”. I fondi stanziati,  verranno destinati a progetti che il dicastero nazionale stipulerà con le Regioni secondo i criteri consolidati e gestiti alla fine a livello locale. Il piano nazionale per la famiglia, dopo un passaggio tecnico in consiglio dei ministri, verrà adottato attraverso un decreto del Presidente della Repubblica.

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