Shoah: morto a Roma Shlomo Venezia

E’ morto questa notte a Roma notte, a 89 anni, Shlomo Venezia, uno degli ultimi testimoni della Shoah. Nato a Salonicco, venne arrestato con la sua famiglia nel 1944 e deportato nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando le «unità speciali» composte da internati e destinate alle operazioni di smaltimento e cremazione dei corpi dei deportati uccisi. Tali squadre venivano periodicamente uccise per mantenere il segreto. Venezia è stato uno dei pochi sopravvisuti e testimoni diretti di questo orrore che ha voluto raccontare anche nel libro “SonderKommando 182727”, tradotto in 24 lingue.
Anche in età avanzata, Shlomo Venezia ha piu’ volte ha partecipato ai Viaggi della Memoria, accompagnando tantissimi giovani sui luoghi dell’Olocausto. “Sono stato zitto per oltre 40 anni. Mi avevano dato del pazzo. Poi un giorno ho trovato il coraggio, perché tutti sappiano”. Così, in uno dei molti viaggi della Memoria, Shlomo Venezia parlò a decine di studenti con gli occhi lucidi che seppero dalle sue parole cosa fu la Shoah.
Sette mesi passati ad Auschwitz-Birkenaua a tagliare i capelli alle donne destinate alle camere a gas e al recupero dei cadaveri destinati ai forni crematori, cinque mesi a Mauthausen, infine la salvezza ormai insperata: “Racconto tutto e lo faccio per i ragazzi”, diceva Shlomo.

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