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“La scuola è speranza, sempre e ovunque”. Il presidente Mattarella all’inaugurazione dell’anno scolastico

Sergio Mattarella ha partecipato, nel cortile della scuola primaria “Mariele Ventre” alla cerimonia di inaugurazione ufficiale del nuovo anno scolastico, “Tutti a scuola”. Lo ha fatto all’Aquila, scelta simbolica che è riecheggiata anche all’inizio del discorso: “Mi sono fermato davanti alla stele che ricorda gli studenti e gli insegnanti morti nella tragica notte del terremoto di dieci anni fa”. 

Il presidente ha proposto una riflessione alta sulla scuola come luogo di maturazione tanto individuale quanto sociale, come elemento fondativo di una convivenza non avvelenata dalla contrapposizione o dal rancore, bensì aperta in maniera fidiciosa e costruttiva alla costruzione del presente e del futuro: “A scuola si cresce come persone. Approfondendo il sapere, scoprendo competenze e talenti, imparando a vivere con gli altri. […] Una società aggressiva, attraversata dal risentimento, orientata a esaltare l’interesse individuale a discapito della comunità, rischia di accentuare le fratture […]. La nostra società ha bisogno di ascolto, di dialogo, di rispetto degli altri, di maggiore fiducia. E la fiducia comincia dalla scuola”.
Nell’ambito di tale discorso il capo dello Stato ha inserito due riferimenti alle sfide che l’Italia e il mondo intero vivono in questo tempo, quella ambientale e quella migratoria. 
Ha sottolineato come il cambiamento climatico sia argomento che coinvolge sempre più le giovani generazioni: “È bene che cresca la sensibilità sul tema dell’ambiente e della sua difesa. Mi giungono tante lettere e messaggi da ragazze e ragazzi. Non c’è tema più seguito fra di loro. L’ambiente violato e l’equilibrio da ripristinare è in cima alle preoccupazioni dei giovani”. 
E ha ricordato come alla base dei movimenti attuali di popolazione ci sia un profondo anelito di riscatto: “I ragazzi hanno diritto di sperare che i loro progetti migliori potranno realizzarsi. La scuola è il terreno dove coltivare questi progetti, e farli crescere. Il pensiero corre a quel ragazzino di quattordici anni, che veniva dal Mali, che aveva attraversato il deserto ed è annegato in un naufragio nel Mediterraneo. Quando ne hanno ritrovato il corpo, si è scoperto che aveva cucito, nel vestito, la sua pagella. La proteggeva come la sua carta di identità, e la sua speranza”. 
“La scuola è una speranza, sempre e ovunque. Rappresenta la finestra di opportunità per il futuro di ciascun giovane”, ha concluso Mattarella. Speranza per chi viene da lontano. Speranza per chi vive il diritto all’istruzione come un fatto scontato ed è chiamato a riscoprirne il valore. Speranza per l’intera società, perché il futuro non sia terreno di scontro per individui e gruppi vittimisti e arrabbiati, bensì spazio di condivisione e costruzione di un orizzonte migliore per tutti.

Francesco De Palma
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