Gli scritti di Giorgio La Pira …

Il 5 novembre 1977 muore Giorgio La Pira. Grande figura politica ed istituzionale di altissimo spessore morale, culturale e devoto cattolico praticante.
In queste pagine avemmo già modio di parlare di questo piccolo di statura, ma grande uomo di fede e di rigore morale, che visse una grande visione. 

Ha ricoperto diversi incarichi politici: fu Sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nel corso del Quinto Governo presieduto da Alcide De Gasperi, e stato sindaco di Firenze per due mandati, oltre che deputato e della Repubblica. Prima, aveva anche partecipato all’Assemblea Costituente, dopo il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica parlamentare.
Ottemperava al suo impegno politico come una missione al servizio dei cittadini. In realtà lui andava oltre: amava definirsi “libero apostolo del Signore” che doveva svolgere la sua missione, appunto, nella società. La sua azione sociale è fondata, guidata secondo il comandamento dell’amore, la chiesa per lui aveva il compito di elevare la società ad una convivenza pacifica e umana, la società doveva prendersi cura con azioni politiche ispirate, della parte debole e povera della popolazione, cittadinanza.
Nel 1986, nel corso del pontificato di San Giovanni Paolo II, fu avviata la causa per la sua beatificazione.
Alcuni mesi fa sono stati pubblicati i primi volumi con i suoi scritti. Sono stati editi già tre tomi, che vanno dagli scritti giovanili fino all’impegno politico alla Costituente”.
E’ stato definito da chi lo ha conosciuto uomo dalla “straordinaria complessità”, una complessità che non lo bloccava in ragionamenti ameni, mentre, invece, gli apriva la strada ad azioni ed interventi decisi e molto pratici. Come nel caso del salvataggio dei posti di lavoro degli operai tessili dell’Officina Pignone, contestando il “non operato” dell’amico Amintore Fanfani: qui La Pira utilizzò ogni potere o possibilità per evitare la liquidazione dell’azienda e la conseguenza perdita di posti di lavoro per gli operai.
Un piccolo uomo, un grande cristiano, un bravo uomo politico ed amministratore di beni pubblici. Un servo umile, come amava definirsi, ma con un’ideale di bene da perseguire.
Ai primi tre volumi sono previsti, un quarto dedicato alle molteplici dimensioni dell’operato di La Pira in campo sociale, politico e amministrativo ed un quinto incentrato sulla sua “profezia” nei rapporti internazionali, tra i popoli e le nazioni, che conterrà gli scritti più spiccatamente religiosi. Volumi ricchissimi di argomenti, idee, interventi, lavori, richieste, sogni e desideri, ispirazioni… il tutto con una visione globale del mondo: nessuno doveva essere escluso dal futuro del mondo. Era fermamente convinto che nessuno potesse salvarsi da solo, tutti hanno bisogno di aiuto. Avendo presente questa sua grande idea, oggi ricordiamo un grande uomo da tanti definito, appena dopo la sua morte, il “sindaco santo”.  

Germano Baldazzi
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