Piero Terracina, le leggi razziali, il ricordo degli studenti d’oggi …

Nelle Scuole della Pace di Roma Piero Terracina era ormai come uno di famiglia. Sì, perché tutti i bambini che frequentano i centri educativi della Comunità di Sant’Egidio, dai più piccoli ai più grandi, conoscono bene la sua storia, da quando nel 2018, per gli 80 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali, hanno lavorato insieme per preparare la mostra “Prendi la tua cartella e vattene da scuola – le Leggi Razziali del ’38 commentate dai bambini della periferia di Roma”. 

La sua voce, riascoltata nel racconto di quel terribile giorno in cui Piero fu allontanato dalla scuola “Crispi” di Monteverde, era divenuta familiare; quella stessa storia la vediamo raccontata quasi fotogramma per fotogramma nei disegni che illustrano la mostra, perché è forse la storia in cui ognuno si è maggiormente immedesimato: Piero va a scuola, è cacciato per colpa delle Leggi Razziali, torna a casa sconsolato. Che profonda ingiustizia! Nel pannello che rappresenta la risposta all’esclusione, Piero è rappresentato nella scuola che la comunità ebraica romana aprì a villa Celimontana per alcuni anni. I bambini hanno voluto disegnare se stessi, come fossero loro i compagni di classe di Piero, con la scritta: ‘Piero è uguale a noi’. E sulla bocca del preside, funzionario statale non ebreo ma neanche ostile, le parole di esortazione che egli rivolse loro: “Ragazzi, datevi da fare, le Leggi Razziali vogliono far credere che gli ebrei sono una razza inferiore: non è vero, e voi lo dovete dimostrare!“
Ma poi eccolo di nuovo, quando il 16 ottobre del 1943 sfugge alla razzia degli ebrei romani, mentre, come raccontava, stava in fila per ritirare le sigarette per suo padre: qualcuno lo avverte gridando: “Piero corri! Corri!”. Così lo ricordavano i bambini, quasi per aiutarlo a mettersi in salvo. Piero sarà deportato nell’aprile del 1944. Dopo il ritorno da Auschwitz, la sua voce non ha mai smesso di testimoniare. I bambini delle Scuole della Pace non lo dimenticheranno, e parleranno di lui ad altri, perché il ricordo delle vittime innocenti dell’orrore della guerra non si perda.
La mostra, dopo essere stata presentata nel Museo di Roma in Trastevere e in altre location, si trova ora nella sede della Comunità di Sant’Egidio di Via Monte delle Capre 23 e presto sarà esposta in altri quartieri della capitale.

Erika Gamberale
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