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Addio a Ennio Morricone, compositore senza limiti

Ci ha lasciato il grande maestro Ennio Morricone, all’età di 91 anni.

La musica è stata una compagna fedele della sua vita. Una musica per la vita, per spiegare la vita.

Numerose sono le colonne sonore che hanno accompagnato, talvolta spiegato, alcuni momenti salienti di grandi film.

Fu un compositore versatile, sapeva immedesimarsi nelle storie, nelle trame e spiegarle, narrarle in musica, con accompagnamenti sempre molto gradevoli, quanto incisivi.

Entrò trionfalmente nel cinema hollywoodiano componendo melodie stupende che aiutavano a suggellare i momenti centrali o drammatici dei film quali “Mission” e “The Untouchables”, solo per fare due nomi tra centinaia di titoli.

Nonostante il successo raggiunto, non ha mai smesso di essere un infaticabile lavoratore-compositore: la musica era lo scopo della sua vita, lo aiutava a vivere bene, racconterà in una intervista per i suoi 90 anni.

Il successo non gli precluse anche un pensiero per i poveri, essendo stato lui un uomo profondamente religioso e devoto.

Nel 2016, decise di partecipare e di animare il concerto organizzato in Vaticano, in occasione della chiusura del Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco, per le persone bisognose: in Aula Paolo VI, i posti in prima fila saranno per gli ospiti poveri, bisognosi e per i migranti, nel “Concerto con i poveri e per i poveri”. L’incasso dell’esibizione, più altre donazioni a cui gli ospiti erano stati invitati a partecipare, avrebbero sostenuto la costruzione di una cattedrale a Moroto, in Uganda e l’apertura di una scuola agraria in Burkina Faso, come da desiderio espresso da Papa Francesco.

Ennio Morricone ha concluso la sua vita il modo felice, contento per il suo lavoro e la sua opera. Infatti, in una recente intervista aveva dichiarato: “Ho avuto la grazia di avere avuto il dono del talento musicale e la possibilità di poter studiare musica per coltivarlo. Faccio un lavoro esaltante perché quando si scrive si compie un atto creativo potentissimo, si trae qualcosa dal nulla, si dà forma a suoni che poi arriveranno al cuore delle persone. Ho sempre lavorato guardando avanti”.

Se n’è andato senza tanto clamore: non voleva disturbare, si è persino preparato da solo l’epitaffio per evitare sproloqui a quello che sarebbe stato il suo funerale. Tutto in estrema semplicità ed umiltà, umiltà che non è stata dimessa neanche con il meritatissimo successo che ha raggiunto e che gli è stato doverosamente riconosciuto.

Germano Baldazzi

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