Ricordiamoci che …

Tutto (o quasi) riparte.

Quando usciamo di casa, però, e ci troviamo nel traffico della mattina, ricordiamoci dei giorni passati, ricordiamoci che i medici lavorano sempre, anche le notti e i week end indipendentemente dal coronavirus, che gli infermieri e non hanno i dovuti riconoscimenti. Ricordiamoci che abbiamo un sistema sanitario efficiente e gratuito che va tutelato.

Ricordiamoci che le malattie esistono e spesso non riusciamo a guarirle tutte, ricordiamoci che siamo fragili e non possiamo comandare ogni cosa, ricordiamoci che per quanti piani possiamo fare la vita spesso ce li scombina, ricordiamoci che che il sangue si può donare tutto l’anno, ricordiamoci che possiamo preoccuparci dei nostri vicini anche senza quarantena, ricordiamoci che gli anziani devono vivere a casa loro e che le RSA non devono esistere. Ricordiamoci degli anziani.

Ricordiamoci di non lasciare solo mai nessuno, perché la solitudine ha ucciso più del virus stesso, ricordiamoci di restare uniti. Ricordiamoci la sofferenza e la fatica di questi giorni, ricordiamoci di quanta fatica ogni giorno fanno uomini e donne costretti a sofferenze ben peggiori. Ricordiamoci di quella solitudine e del dono che abbiamo nell’avere degli amici, una famiglia e una comunità con cui dividere le nostre giornate.

Ricordiamoci che in questi due mesi abbiamo dato respiro al mondo e che forse dovremmo provare a farci un po’ da parte. Ricordiamoci che per quanti muri e confini possiamo alzare siamo tutti nella stessa barca e ci salviamo solo insieme.

Claudia Palazzolo

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